Momenti di grande tensione a Pescara. Ancora una volta eventi calcisticamente negativi sfociano dalla mera cronaca sportivi a casi di cronaca pura, e nera. Tifosi inferociti e contestazione pesante, a seguito dell’uno a uno con lo Spezia che non ha cambiato alcuna sorte del Delfino che, complice la rovinosa sconfitta di Padova col rigore sbagliato di baby Russo (con Insigne che a detta di molti, fece un passo indietro), retrocede direttamente in Serie C, senza alcun tipo di speranza playout.
Una gara, quella di ieri sera all’ultima di B, sostanzialmente spenta sul nascere: ai gol del Bari a Catanzaro, entrambe le panchine avevano già ben capito che non ci fosse nulla da fare. E dunque l’Adriatico, soprattutto per i biancocelesti, s’è ben presto trasformato in un posto ostile, altro che stadio di casa. Insigne beccato per tutta la partita, fischi pesantissimi. Al fischio finale, però, lancio di cori contro il presidente Sebastiani.
Un contesto decisamente esacerbato soprattutto nel post gara. Coi tifosi che guadagnavano l’uscita, un’ora dopo la partita gli Ultras della Curva nord sono rimasti all’esterno dei parcheggi della tribuna centrale. E da lì lancio di pietre e fumogeni, auto danneggiate e scontri con la polizia. Una contestazione degenerata: il Pescara torna in C nella maniera più turbolenta possibile.


