Finalmente tracce del vero Musetti. Lorenzo, quel carrarino che lo scorso anno aveva fatto sognare mezzo Bel Paese, soprattutto durante l’assenza per squalifica di Sinner, diventando la prova schiacciante di quel concetto meravigliosamente argomentato: gli anni più fertili del tennis azzurro. Se non c’è il più forte, c’è una generazionale alle sue spalle pronta comunque a dar soddisfazioni, al popolo azzurro. Ecco perché quella Top 5 con cui chiuso l’anno solare 2025 certamente non poteva considerarsi traguardo casuale.
Ma il 2026, l’anno della definitiva consacrazione, non è certamente iniziato come desiderato. Quell’infortunio all’adduttore in Australia ha perseguitato tutti i mesi invernali, fino ad oggi, di Lorenzo Musetti. Che adesso, dopo qualche timido tentativo spagnolo, punta Roma come palcoscenico più importante per dimostrar a tutti che il peggio è passato e che è pronto a tornare ai suoi livelli. Ha perso la Top 5, è sceso Top 10, ma se le cose nella Capitale dovessero andare come ambito e Lorenzo dovesse tornar a far strada fino in fondo, può riscalare ranking Atp.
E la partenza è stata quella più rinfrancante possibile. Demolito Perricard, francese divorato 6-4 e 6-4. Una gara in cui oltre a gesti di classe e buona condizione atletica, Lorenzo ha evidenziato grande freddezza ma soprattutto grande amministrazione, l’aspetto su cui nella stagione precedente fece salto di qualità. Adesso c’è Cerundolo, possibilità d’andar avanti e strappare pure il pass per gli ottavi.
Sospinto dal popolo di Roma, Musetti va. Su quel centrale che oggi invece narrerà l’attesissima discesa in campo del più atteso, Re Sinner, pronto a prendersi anche gli Internazionali. Insegue il sesto 1000 consecutivo, sta rasentando storia e record marziani. Inizia oggi, alle 19 con Ofner, il cammino per la gloria. Per annettere anche Roma a quel palmares già straripante.


