MADRID – Sono ore di fibrillazione a Madrid, dove non si parla d’altro. No, non del Masters 1000, che dovrebbe abbracciare ogni copertina sportiva della capitale spagnola. Dovrebbe, condizionale mai più d’obbligo in questo caso. Specialmente se si parla del club di calcio più importante al mondo, il Real; e specialmente, ancora di più, se ad esser accostato al Real ritorna nientepopodimeno che José Mourinho.
Ma andiamo per gradi, anche se quanto sta accendo è francamente effervescente e galoppante. 48 ore fa scoprivamo come e quanto dalle segrete stanze del Bernabeu ad eleggere il nuovo allenatore del Real sarà stavolta solo ed esclusivamente Florentino Perez. Pugno duro del presidentissimo madridista, che non affiderà o delegherà alcun tipo di scelta quest’estate. Quasi a sfiduciare dirigenti e direttori che scelsero Xabi, come Sanchez. Finirà traghetto Arbeloa: dopo due anni senza vincere alcun trofeo dei tre più importanti (Liga, Champions o stessa Coppa del Re) al Real serve un deciso cambio di rotta per evitare nuovi fallimenti.
Serve un nome forte, dunque. Se l’era Ancelotti bis è finita e se filosofia Xabi Alonso non è riuscito a conquistare ambiente e senatori, serve ruggire, specialmente quando ti chiami Real. E quindi, ciò che emerge dalle ultime 24 ore madridiste e che col passare delle ore odierne trova sempre più riscontro, è che la clamorosa scelta di Florentino Perez è quella di riaffidarsi e riconsegnare la panchina a José Mourinho. Già, lo Special One, tredici lunghi anni dopo “Prime José”, che ricostruì partendo da CR7 e Benzema una corazzata letale in transizione che Ancelotti valorizzò e con cui Re Carlo vinse tutto.
Ovviamente José ha già detto sì. E col Benfica, specialmente con DS Rui Costa, ha già l’accordo sulla parola: se chiama Florentino, deve andare. Deve esser lasciato libero. Tre milioni di clausola rescissoria da saldare coi lusitani, per il Real non sarebbe mai un problema. Non sogna altro. Sogna solo di rivedersi lì, dopo anni di burrascosa decadenza tornare lassù, nel tempio, ai massimi livelli. Perché Mou conserverà sempre quel fascino, quel blasone e quella storia intramontabili. Soprattutto personalità per guidar certi palcoscenici. Non tutta la società, tra dirigenti e direttori, sono d’accordo. Ma se sceglie Perez, e sceglie Perez, è Mou. Ecco perché in pole per il Real Madrid 2025/2026 c’è già Mourinho 2.0.


