Il 33° turno d’A è già partito col successo dell’Inter sul Cagliari, un tris che come descritto avvicina sempre più la banda Chivu al 21° Scudetto, per cui ormai è solo questione di tempo e di aritmetica. Ma sono stati due gli anticipi del venerdì e se le copertine vanno chiaramente e correttamente ai nerazzurri non vanno lasciati passar sottotraccia quelli emanati e diramati dall’altro anticipo, quello che ha visto la realtà Sassuolo di Fabio Grosso battere 2-1 il Como di Fabregas.
E sul Como scocca qualche interrogativo, dovuto agli ultimi risultati. Più di qualcuno, per quanto estasiato dall’espressione tecnica che aveva portato la rivelazione lariana addirittura al quarto posto in solitaria alla sosta di fine marzo, aveva espresso qualche potenzial dubbio, sul ruolo di primordine sottopressione che la formazione comasca avrebbe dovuto interpretare con tutte le attenzioni addosso proprio una volta rientrati dalla sosta per le nazionali. Ed in questo caso, non s’è sbagliato.
Anzi. Dal rientro mesto pari a reti inviolate ad Udine, sconfitta interna con l’Inter con 4 gol incassati, sconfitta pure a Sassuolo. Un punto su nove per avviare l’ultimo curvone: sorpasso e potenziale fuga Juve, potenziale addirittura controsorpasso Roma. Insomma, dal quarto al sesto posto. La gioventù ha peccato: sarebbe servita più personalità nel momento in cui tutti t’ammiravano come potenza Champions. Tal, al momento, non s’è dimostrata. Se non sarà Champions, vuol dire che s’è sciolta sul più bello. Qualcosa che non macchia la bontà del lavoro di Fabregas e se dovesse chiuder tra le prime sei sarà stata comunque magnifica stagione, ma nel calcio le componenti sono molteplici (e la mentalità va sempre sopra l’espressione, carattere ed attributi restano altresì aspetti fondamentali) per questo mai esprimere voli pindarici nei giudizi, lezione per tanti addetti ai lavori o presunti tali.


