Per tante realtà calcistiche della nostra Penisola la finalissima playoff in Bosnia era l’appuntamento più importante delle due settimane di sosta del grande calcio, quindi Serie A e Serie B. In Serie C, beh, non esattamente. Perché in realtà due città vivevano notti insonni per uno degli appuntamenti più importanti della loro storia, la finalissima di Coppa Italia di Serie C.
Potenza e Latina. Per la realtà della Basilicata l’ultima notte è stata forse la più importante della sua storia. Al cospetto di promozioni e notti memorabili scandite decennio per decennio, stavolta s’è vissuto qualcosa che non aveva precedenti: la prima storica Coppa Italia di C. Resistenza al Francioni, 1-0 Latina che non basta a rimontare il 3-1 meridionale dell’andata: è grossa festa. E’ il trionfo di Mr De Giorgio, è il trionfo rossoblu, è il trionfo di una città intera che per giorni, adesso, andrà avanti a feste locali, giusto così.
Ma dall’altra parte tanto, tanto onore. L’onore di chi ha riconquistato l’aspetto più importante di questo sport: l’amore dei propri sostenitori, l’amore della propria gente. Che ha apprezzato la rimonta, quell’incrocio dei pali che proprio al tramonto grida ancora vendetta; che ha apprezzato soprattutto gli sforzi. Latina calcisticamente così unita non si vedeva da tempo. 9000 nerazzurri e standing ovation, sportiva e commossa, sugli spalti del Francioni al triplice fischio. Il Leone adesso è unito e deve esser punto di ripartenza, senz’altro.


