Se i riflettori del Tricolore vertono tutti sull’Italia di Gattuso impegnata da giovedì negli spareggi Uefa per gli ultimi posti direzione Mondiali dal continente europeo, in Messico sarà invece tempo per quelli intercontinentali, di spareggi.
Due posti extra in cui, tra le altre, concorre anche la matricola oceanica, la Nuova Caledonia. Il continente calcisticamente più remoto a cui per anni spettava mezzo posto, per disparità di contenuti tecnici appartenente sempre alla Nuova Zelanda che stravinceva i gironi con Tonga, Samoa, Samoa Americane, Figi e compagnia danzante prima d’andarsi a disputar lo spareggio intercontinentale.
Stavolta più di un posto, che apriva varchi a scenari da sogno. Nuova Zelanda naturalmente già qualificata, una a giocarsi due posti su sei allo spareggio Intercontinentale dei primi Mondiali a 48. Semifinale con la Giamaica in Messico, adesso sogna la Nuova Caledonia.
E stanno circolando in rete le prime immagini con cui dopo un viaggio di oltre 11mila chilometri, la squadra sia arrivata senza divise ufficiali, giornalisti al seguito o tantomeno alcun tipo di tifoso ad accoglierla in aeroporto. Sbarcati come normali turisti, ma bellissimo così: la bellezza di un Davide che può sognar d’affrontare i Golia, un giorno. E quel giorno arriva presto: giugno, Mondiali d’America 2026.


