Probabilmente la squadra più forte d’Europa. In questo momento storico, qualcosina di più pure delle altre favoritissime. E se una partita nasce male, ti demoliscono. Specialmente se sei l’unica superstite di un calcio italiano quest’anno a livello di Champions totalmente fallimentare.
La notte peggiore probabilmente della storia recente atalantina, divorata in maniera imbarazzante e tennistica dal Bayern, che passeggia al Gewiss e chiude chiaramente già (a dir la verità dopo mezzora) ogni discorso qualificazione. Atalanta divorata 6-1, punteggio tennistico, doppio gioiello Olise oltre alle marcature di Stanislic, Jackson, Gnabry e Musiala. Pur senza recordman Kane, pensate. Solo nel finale gol della bandiera atalantina, quello siglato in pieno recuperato da Mario Pasalic.
Un’orchestra perfetta, brillante ed esteticamente meravigliosa, sì, ma al contempo concreta e spietata. Un cocktail da potenza massima, un uragano che stasera ha scaraventato via Bergamo. Un peccato, perché una sconfitta di questo passivo macchia il dolce ricordo della rimontona sul Dortmund. Un pessimo manifesto non tanto per la valorosa Dea, bensì per tutto il calcio italiano.
Sugli altri campi il Barcellona si salva su rigore al 95° nella bolgia di Newcastle: Barnes illude un eroico Toon, Yamal fredda tutti dal dischetto; bolgia, la stessa di Istanbul, da cui esce sconfitto ma ancora vivo il Liverpool, 1-0 Galatasaray con Lemina e super coreografia per Osimhen. Sulle rovine del Tottenham passeggia l’Atletico, già sopra 4-0 dopo venti minuti e persino rimpianti per aver chiuso soltanto 5-2, punteggio che comunque basta ai Colchoneros di Simeone per considerarsi con un piede e mezzo ai quarti.


