Non potevano sognare gli amanti della MotoGP un ritorno all’attività dopo settimane d’astinenza in maniera migliore. Qualcosa di pazzesco è appena successo a Jerez. E se questo è l’antipasto, domani prepariamoci ancora a fuochi d’artificio, da leccarsi i baffi.
C’è stato un fattore che ha completamente ribaltato e cambiato dinamiche ed evoluzione della Sprint del sabato: la pioggia. Per usar un eufemismo, si intende: perché è stata un’autentica acquazzone, un vero e proprio diluvio universale quello che s’è abbattuto a metà gara sulla pista spagnola.
Una Sprint così pazza e complicata che solo un campionissimo come Marc Marquez poteva vincere. E così è stato, in maniera cinematografica. Il campione del mondo aveva bisogno di un sussulto, quest’anno, dopo i trionfi di marzo di Bezzecchi. E s’è ripreso la scena come solo nei film: scivola, entra ai box completamente bagnato, cambia moto e vola al successo davanti a Bagnaia e Morbidelli.
Marc si riprende la Sprint nel pomeriggio in cui quel fato chiamato diluvio gioca pessimo scherzo a Bezzecchi: incidente e scivolone, come per Alex Marquez. In quarta piazza si sistemerà Binder, che proprio all’ultimo respiro la spunterà su Di Giannantonio. Domani appuntamento alle 14, saranno ancora fuochi d’artificio.


