L’iniziativa #ioapro è stata lanciata sui social network e su telegram c’è un gruppo molto partecipato sui ristoranti del Lazio che hanno aderito alla protesta. Non esiste, tuttavia, una lista e sarebbero pochi i locali che hanno scelto di rimanere aperti. Per ora non si segnalano multe da parte delle forze dell’ordine.

Anche stasera, come già ieri sera, alcuni ristoratori di Roma (e di tutta Italia) hanno sfidato le regole e hanno aperto i loro ristoranti anche la sera, fino alle 22, orario di inizio del coprifuoco. Anche oggi, peraltro, non si hanno notizie di multe da parte delle forze dell’ordine. L’iniziativa #ioapro è stata lanciata sui social network e su telegram c’è un gruppo molto partecipato sui ristoranti del Lazio che hanno aderito alla protesta. Non esiste, tuttavia, una lista e sarebbero pochi i locali che hanno scelto di rimanere aperti. Tra essi c’è il ristorante Dar Bottarolo di Tor Marancia, il cui titolare ha spiegato ai microfoni di Fanpage.it le ragioni della protesta: “Siamo stati abbandonati da questo governo. Mi dispiace per chi pensa che stiamo facendo una cattiveria. Ma non lo è ed è invece una necessità. Io chiuderei, ma servono i soldi, servono aiuti. Tu governo mi chiudi e io sto a casa, però mi supporti, mi copri le spese fisse. E fino ad oggi io ho rispettato tutte le regole. Ieri sera e oggi i tavoli sono stati distanziati il più possibile, abbiamo i sanificatori, abbiamo mascherine sostitutive. È stata un’emozione ieri tornare a lavorare invece di stare a casa senza fare nulla e ad accumulare debiti. Ieri non abbiamo ricevuto controlli. Continuo a vedere supermercati pieni, centri commerciali pieni e autobus pieni. Perché solo bar, ristoranti e palestre devono rimanere chiusi? Perché questo continuo attacco a noi? Sto disobbedendo per far capire allo Stato che deve trovare una soluzione. Io non voglio andare contro le regole, contro lo Stato. Uno Stato civile deve aiutare le imprese a fondo perduto”. Ricordiamo che da domani nel Lazio scatteranno le regole della zona arancione: significa che bar e ristoranti non potranno fare più servizio al tavolo o al bancone. Consentito invece il servizio da asporto fino alle 22 e il servizio a domicilio senza limitazioni di orario.

Fipe: “#ioapro un flop, serve responsabilità”

Secondo la Fipe-Confcommercio, la federazione dei pubblici esercizi, ha fatto sapere che secondo i loro dati la protesta #ioapro è stata un flop: “Non si può usare la disperazione delle persone per infrangere la legge. L’iniziativa non è stata sostenuta dalle nostre categorie, che hanno seguito un atteggiamento di responsabilità e di legalità”. Secondo l’ex ministra alle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, Italia Viva, le regole devono essere rispettate, ma allo stesso tempo devono essere credibili: “Mi sono battuta perché i ristoranti avessero il 100% dei rimborsi. Se fai degli investimenti e poi decidi di chiudere è evidente che queste attività non si riprendono più. Abbiamo commesso degli errori ora bisogna riparare”. Per il ministro della Salute, Roberto Speranza, “le misure che riguardano anche bar e ristoranti sono indispensabili e la maggioranza degli italiani lo sa”.

 

Fonte: Fanpage

 

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