Da nord a sud, in tutto il Bel Paese, a due settimane dall’apertura le scuole sono preda di caos e paura.

Sono 109  le scuole chiuse e oltre 600 quelle in cui si sono verificati casi di Covid-19 in queste prime due settimane di inizio anno scolastico.

Il maggior numero di contagi a scuola sono stati registrati in Lombardia. Seguono il Lazio, il Veneto e la Toscana. Gli studenti più colpiti sono quelli delle scuole superiori (31,5%) seguiti da quelli delle scuole elementari (24,6%), infanzia (21,3%), scuola media (14,8%) ed infine gli istituti comprensivi (4,2%).

I docenti sono positivi al coronavirus solo nel 12,5% dei casi. Gli studenti lo sono nel 74,7% dei casi.

E secondo gli esperti la vera ed esatta  dimensione dei contagi a scuola si potrà avere solo dopo le prime due settimane di ottobre, quando le scuole funzioneranno a pieno regime.

Una apertura delle scuole fortemente, e demagogicamente, voluta dal governo e auspicata dalle famiglie.

Ignorando i rischi che questa scelta avrebbe comportato, o illudendosi che sarebbe stato possibile convivere con il virus in maniera agevole e controllata. La realtà si sta mostrando drammaticamente diversa.

Purtroppo si è assistiti ad una grave superficialità e approssimazione da parte dei preposti ad organizzare una apertura delle scuole in sicurezza, con le famiglie che, pur di mandare i figli a scuola, hanno chiuso gli occhi e tappato le orecchie, illudendosi di poter avere un anno scolastico pseudo-normale.

Dati alla mano, a detta di virologi e CTS, la diffusione del virus nelle scuole è dovuta per il 30% al non rispetto del distanziamento di sicurezza. Assurdo e pericoloso permettere il via a classi con 25 o 26 alunni ai tempi del covid, cosi come ancora più pericoloso e nefasto il non rispettare la distanza di sicurezza agli ingressi e alle uscite dalle scuole.

Un altro 30% di questo dilagare di casi positivi nelle scuole è dovuto alle criticità dello spazio mensa.

Gli esperti si erano raccomandati di rispettare il rapporto di sicurezza di 40 alunni ogni 100 mq durante la frequenza della mensa.

Rapporto drammaticamente non rispettato da molti istituti scolastici.

Addirittura nel Bel Paese si segnalano i casi di Dirigenti Scolastici che hanno fatto ricorso a panche di feste o sagre per far sedere gli alunni a mensa. Ai tempi del covid come lasciare le porte di casa aperte con i ladri sotto casa.

Comunque, sempre a detta degli esperti, la causa maggiore del dilagare del virus a scuola è legata alla circolazione non protetta di carta o altri materiali.

La carta e altri oggetti similari sono i prodotti che maggiormente trattengono e trasmettono le particelle di covid19-sars2.

Per questa ragione gli esperti si erano raccomandati di non far circolare fotocopie a scuola. Di trasmettere qualsiasi tipo di documento cartaceo esclusivamente in forma digitale. E di non toccare mai a mani nude oggetti cartacei.

Si erano raccomandati, soprattutto in in caso di verifiche in classe da parte dei docenti, di raccogliere il materiale cartaceo muniti di guanti e di imbustarlo in raccoglitori isolanti per almeno 48 ore.

Tutte disposizioni disattese.

E cosi dopo due settimane ci ritroviamo con centinaia di alunni e famiglie in quarantena e con, già ad oggi 29 settembre, oltre 800 classi o scuole che hanno dovuto fare i conti con alunni o personale scolastico positivo al covid.

E purtroppo ancora non possiamo avere una chiara entità dell’impatto del virus sulle scuole.

Perché, come dicono gli esperti, siamo solo all’inizio della parabola ascendente. E il peggio deve ancora arrivare.

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