Proprio ieri, 14 aprile, ricorreva l’anniversario della morte di Gianni Rodari (14 aprile 1980) e lo si ricorda aspettando anche le celebrazioni per i 100 anni dalla sua nascita (23 ottobre 1920). Chi meglio di lui potrebbe aiutare i genitori reclusi in casa con i figli piccoli in questi momenti?

Deliziosi e sempre amati sono infatti i suoi libri per bambini, dal mitico ”Cipollino” al conosciutissimo ”Favole al telefono”, dalla sua utile ”Grammatica della fantasia ” alle ” Filastrocche in cielo e in terra” o al suo ”Libro degli errori”, per non parlare dell’apologo ”C’era due volte il barone Lamberto”.

Gioco, creatività, immaginazione, curiosità sono gli ingredienti principali delle sue storie e delle filastrocche tanto amate da insegnanti, educatori, alunni, nonni e genitori.

I suoi libri raccontano una realtà sempre attuale, descrivono lucidamente sentimenti ancora veri e, nella loro semplicità geniale, adatta anche e non solo ai bambini, ci fanno riconoscere e riflettere. Storie antiche ma sempre moderne, che anche nelle scuole viterbesi vengono riproposte con passione.

La data del centenario dalla nascita sarà il 23 ottobre del 2020, ma, vista l’importanza di questa data, si è deciso di iniziare sin dall’inizio dell’anno con le iniziative e gli eventi.

Gianni Rodari viene celebrato in tutta Italia, con letture, nuove pubblicazioni, eventi speciali anche on line e tantissimo altro ancora.

Il ricco calendario di iniziative punta a celebrare il grande scrittore di libri per bambini in ogni modo possibile e soprattutto a far conoscere questo grande autore, dotato di grande cultura e sensibilità, anche ai più piccoli di oggi. Da qui al 23 ottobre…andrà tutto bene!

Nato ad Omegna, sul lago d’Orta, rimase orfano di padre a 9 anni, fece studi magistrali e si diplomò maestro nel 1937, insegnando poi in diverse situazioni e scuole elementari sino alla fine della guerra, quando, dopo essere stato partigiano, si impegnò nel giornalismo per ragazzi e poi divenne inviato speciale di ‘Paese Sera’, pian piano dedicandosi alla scrittura delle sue opere, vincendo il prestigioso premio internazionale H.C. Andersen nel 1970, e impegnandosi con passione in un lavoro di didattica con bambini e insegnanti. Morì per problemi di cuore alla viglia dei suoi 60 anni.

Italo Calvino ha scritto di lui: ”Poche esistenze furono illuminate da un umore più gaio e generoso e luminoso e costante della sua”.

C’è bisogno del suo ottimismo, della sua leggerezza, della sua ironia, anche e soprattutto in questo momento storico, per volare un po’ sulle ali della fantasia.

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