Arrivano da tutta Europa per godere di ospitalità, assistenza sanitaria, turismo, gite, solarium e passeggiate al mare. Low cost e accogliente, è il paese a misura di anziano, in provincia di Carbonia

Combattere lo spopolamento dei paesini della penisola decidendo di dare loro una nuova “destinazione d’uso”: potrebbe diventare una soluzione all’annoso problema dei paesi che si svuotano, diventando mucchietti di case abbandonate e perdendo le proprie tradizioni, le particolarità e le bellezze. Villaggi in cui vivono poche decine o centinaia di persone, perlopiù anziane, come accade soprattutto nel Sud Italia o nelle Isole, piene zeppe di paesini fantasma. In tutta la penisola se ne contano più di mille, una cifra è destinata ad aumentare perché gli anziani muoiono e i giovani se ne vanno.

PAESE PER ANZIANI SARDEGNA

Stesso copione anche per il paesino sardo di Fluminimaggiore, in provincia di Carbonia nella regione dell’Iglesiente, che combatte ogni anno contro l’esodo delle nuove generazioni. 3000 abitanti, ma un’età media molto alta. 400 abitanti se ne sono andati negli ultimi anni per motivi di lavoro, e sono centinaia le case e gli edifici completamente abbandonati.
Ma Fluminimaggiore ha ancora molto da offrire: 7 km lo separano da un mare cristallino con baie incontaminate come la Spiaggia di Portixeddu, è vicino a siti archeologici come il tempio di Antas, nonché a luoghi di interesse naturalistico come le Grotte di Su Mannau, conosciute per i laghi pensili. Allora perché non riqualificarlo, facendo in modo che le case disabitate possano tornare a vivere magari ospitando chi desidera trascorrere la pensione in un luogo ameno, tranquillo e godibile, distante dal caos e della frenesia?

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Albero simbolo di Fluminimaggiore

La stessa domanda che si è posto il sindaco di Fluminimaggiore, Marco Corrias, giornalista e scrittore, intenzionato a fare del paese che amministra la prima residenza diffusa per gli over 65, il primo borgo che diventa una casa di riposo integrata nel paese, che vive per le strade, in spiaggia, nei sentieri naturalistici. L’Happy Village, così la giunta ha intenzione di chiamare il progetto, fornirà assistenza 24 ore su 24 e una miriade di progetti mirati al benessere degli ospiti, in un pacchetto chiavi in mano per cui chi arriva,da tutta Europa, oltre al clima mite e alle bellezze naturali, trova residenze di prestigio, servizi,, trasporti pensati su misura, gastronomia e momenti collettivi di socialità.

RESIDENZA DIFFUSA PER ANZIANI CARBONIA

Il modello a cui ci si sta ispirando è quello della cooperativa di servizi con un grande senso di comunità a cui tutti i cittadini sono chiamati a contribuire: proprietari di case, artigiani, commercianti, operatori sociali, tecnici e specialisti, per creare un indotto sui cui si regga l’intero borgo.
A partire dalla problematica delle abitazioni: nessun casermone enorme, nessun palazzo anonimo che ricalcano i vecchi modelli di gestione delle case di riposo. Le centinaia di case sfitte e disabitate devono essere messe a disposizione e ristrutturate nel centro storico: sono circa cinquecento, e dovranno rispondere a standard di eccellenza per quanto riguarda la qualità e la sicurezza, dovranno essere dotate di giardini e cortili e non dovranno essere isolate, in modo da favorire le relazioni tra gli ospiti e la cittadina costruendo una rete sociale e di supporto.

I  pensionati con la valigia

Secondo l’ultimo rapporto Censis, sono 370mila i pensionati con la valigia che spendono la propria pensione all’estero: migliaia di italiani che hanno scelto di sfruttare le agevolazioni fiscali in Portogallo, Spagna o Tunisia, paesi dove un caffè costa 60 centesimi e la benzina poco più di un euro. Il modello non è però quello delle esclusive agevolazioni fiscali. «Qui a Fluminimaggiore pensiamo a un pacchetto chiavi in mano, dove chi arriva, oltre al clima mite, troverà residenze di prestigio, cooperative in grado di prestare innumerevoli servizi, trasporti pensati su misura, eccellenze gastronomiche a chilometro zero e la possibilità di accogliere e condividere coi propri affetti lunghi periodi di vacanze in strutture di livello».

Tutto questo non costa più di 300 euro al mese, che entreranno nelle casse comunali.

 

 

 

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