Gli annunci di componenti hardware possono risultare noiosi a chi non è appassionato di GHz, core e nanometri. Quello che ha presentato Intel al Computex 2019 attira l’attenzione di tutti. Oltre all’annuncio dei nuovi processori Core di decima generazione indirizzati ai portatili, l’azienda californiana ha infatti messo in mostra dei prototipi che potrebbero rappresentare i notebook del futuro. Sono funzionanti, e basterà che i produttori prendano esempio per realizzare qualcosa di realmente rivoluzionario per il settore.

Andando per ordine, partiamo dalle CPU. Ufficialmente si chiamano Core di decima generazione, il nome in codice con cui spesso si farà riferimento a loro è “Ice Lake”. Tecnicamente le novità sono molte, a partire dal processo produttivo a 10 nanometri, ma scansando i tecnicismi, quello che interessa al grande pubblico è che con molte applicazioni le prestazioni lieviteranno fino al 30-40%, almeno così si legge nelle note ufficiali.

I benefici dei nuovi chip dovrebbero emergere anche nell’elaborazione delle immagini, dato che integrano una parte grafica completamente rinnovata, chiamata Gen11, che secondo Intel offre prestazioni due volte superiori ai modelli passati. Cruciale poi il supporto integrato a quattro porte Thunderbolt 3, Wi-Fi 6 e USB C, che consente la costruzione di notebook come gli HP Envy, gli Asus e i Dell annunciati ieri.

Wi-Fi 6 sarà proprio il primo elemento distintivo di tutti i nuovi prodotti in arrivo rispetto a quelli precedenti: basta verificarne il supporto per sapere se il notebook che volete comprare è obsoleto o nuovo fiammante.

I nuovi modelli promettono anche una migliore autonomia, in virtù della tecnologia esordiente Dynamic Tuning 2.0, che sfrutta l’Intelligenza Artificiale e l’apprendimento automatico per erogare di volta in volta la quantità giusta di energia per bilanciare prestazioni e consumi. La suddetta tecnologia sarà compatibile sia con Windows che con Linux, ma non è chiaro se arriverà come software o tramite componente integrato del sistema operativo. Quello che è certo è il sostanziale cambiamento rispetto al passato: vengono spazzati via i vecchi schemi di gestione predefiniti e creati in fabbrica, a cui faceva riferimento il sistema per regolare il risparmio energetico. Saranno i dati dinamici raccolti in tempo reale, oltre che l’apprendimento dal comportamento dell’utente, a regolare tutti i parametri.

I sistemi basati su processori Intel Core di decima generazione sono previsti entro l’anno. L’azienda ha mostrato in anteprima alcuni dei primi modelli prodotti dai partner ufficiali come Dell, HP e Lenovo. Però ha messo in mostra anche dei design di riferimento molto particolari.

Honeycomb Glacier

Quello che stupisce maggiormente è identificato dal nome in codice Honeycomb Glacier, e come si può vedere nelle immagini è una soluzione multi schermo che si sviluppa in verticale. È indicato per appassionati di giochi e professionisti della creatività, ha uno schermo tradizionale, più un secondo schermo integrato sopra alla tastiera, analogamente all’Asus ZenBook Pro Duo. A differenza di quest’ultimo però, la metà superiore della base si alza e assume un’inclinazione a 45 gradi che permette all’utente di avere davanti i due schermi quasi sovrapposti l’uno all’altro.

Per la cronaca, lo schermo principale ha una diagonale utile da 15,6 pollici e risoluzione Full HD, quello secondario è da 12,3 pollici. all’interno sono installati componenti potenti: un processore Core i9 overcloccato e una grafica GeForce 1070.

Il notebook senza tastiera

Se l’idea non vi alletta abbastanza, che ne dite del notebook senza tastiera rivestito in tessuto? Ha due schermi Full HD da 12,3 pollici, uno nel coperchio e uno nella base, entrambi con rapporto di forma di 3:2. Per realizzarlo la scheda madre è stata divisa in due: processore, memoria e archiviazione dati sono nel coperchio, la connettività è sotto al secondo schermo.  Le batterie sono due. Per digitare si può usare una tastiera virtuale simile a quella di smartphone e tablet, o alla peggio collegarne una Bluetooth esterna come quella proposta dalla stessa Intel. Molto particolare l’idea di rivestire questo prodotto con un particolare tessuto.

Non si sa se qualche produttore prenderà spunto da questi dimostratori tecnologici per produrre e vendere qualcosa di analogo, ma vederli fa capire quante opportunità non ancora sfruttate ci sono per cambiare un settore, quello dei portatili, che da troppo tempo è uguale a sé stesso.