• 19 Gennaio 2022
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Speranza resta ministro, il medico delle cure precoci rischia la sanzione

Speranza resta ministro, il medico delle cure precoci rischia la sanzione

Il Tar boccia il “Protocollo Speranza”, ma è il medico delle cure domiciliari a rischiare la sospensione.

Comunque, vi volevo dire che il medico che ha curato e guarito a casa i pazienti rischia la sospensione, mentre il ministro Speranza che ha impedito le cure e le guarigioni a casa è ancora al suo posto. Il mondo italiano, capovolto e fanatico, indicato come modello. Il pezzo potrebbe anche finire qui. Ma aggiungo qualche riga di commento.

Il grande Leviatano (del Covid)

Il vero problema non è mai stato il virus ma il fanatismo e l’impreparazione al governo. Così Speranza e Conte – perché in principio c’era l’avvocato del popolo – non sapendo cosa fare hanno fatto ricorso alla strategia del terrore elevando proprio il fanatismo a modello di governo. Come non ricordare che solo qualche mese prima, quando c’era il governo Conte 1, fu coniata per Matteo Salvini al Viminale la famigerata definizione di “ministro della paura”? Ma chi ha fatto della paura una strategia di governo è stato proprio il governo giallo-rosso per il quale andrebbe bene la definizione che Thomas Hobbes dava di sé: “Il figlio della paura”. Ciò che ne è venuto fuori è stato il grande Leviatano che ha sequestrato la libertà promettendo la sicurezza senza riuscire a dare né l’una né l’altra.

Il medico punito per le cure domiciliari

Mentre il dottor Gerardo Torre di Pagani verrà giudicato dall’ordine dei medici – gli ordini professionali sono l’ennesimo capitolo della storia infinita dell’illiberalismo italiano – proprio per aver fatto il suo dovere di medico e per aver curato e guarito a casa oltre 3000 malati, il ministro della Salute, che ha scritto anche un libro che fu repentinamente ritirato dalle librerie per aver sbagliato tutto: titolo, tempi, strategia anti-Covid, è ancora al suo posto anche se con la circolare con cui si imponeva ai medici di base il protocollo sbagliato e si impediva agli studi medici locali di curare i loro pazienti si sono causati danni umani irreparabili.

Speranza e l’anti-scienza

Roberto Speranza, benché sia giovane, ha una vecchia mentalità comunista. Crede alla centralizzazione del sapere. E quella circolare, della tachipirina e della vigile attesa, che ora finalmente il tar del Lazio ha bocciato con colpevole ritardo, è la quintessenza dell’anti-scienza e dell’anti-conoscenza. Perché ritiene che il giudizio del medico, che valuta in base alla sua esperienza e alle sue conoscenze e, soprattutto, perché conosce la stessa storia clinica dei suoi pazienti, sia da sospendere e da sostituire con la burocrazia che di un protocollo medico non ha mai avuto nulla.

Le parole, diceva un tale, sono importanti. La parola chiave di questa storia è protocollo. Cosa significa? Tutto e niente.

Il più delle volte è una parola magica con cui coprire l’ignoranza e non assumersi le responsabilità del caso e del momento. Nel caso italiano rimarrà come emblematica della tragedia del Covid perché con uno sbagliato protocollo medico si sono eliminati i medici e le cure mediche proprio nel momento in cui c’era bisogno di medici e di cure. Conta poco dire che è accaduto anche in altri Paesi: sia perché è accaduto in maniera diversa e in grado inferiore, sia perché la nostra realtà di riferimento è italiana.

Tutta questa storia è stata dal suo inizio un gigantesco esercizio totalitario. Non si tratta di fare i paragoni con i regimi del Novecento ma di considerare in sé la mentalità totalitaria che è una tipica espressione della modernità (come sapevano fior di giganti del pensiero, da Arendt a Bauman a Berlin per citare qualcuno) che mette insieme potere e conoscenza pensando di poter controllare i comportamenti sociali con il razionalismo strumentale.

Del resto, come Speranza ha sostituito il giudizio medico con le circolari ministeriali, così Conte – e Draghi dopo di lui – ha sostituito i diritti e le libertà dei cittadini con i Dpcm fino al punto di far passare la posizione dell’estorsione di Stato: o ti vaccini o ti licenzio, o ti vaccini o sei fuori dal consesso civile.

Il dispositivo totalitario si innesca ogni volta che il governo, per suo comodo o per sua imperizia, mette tra parentesi le libertà dicendo di dare in cambio sicurezza per il bene dell’umanità o degli Italiani. I quali, purtroppo, per simili giochi di prestigio ancora non sono vaccinati a sufficienza e credono ancora, un po’ per calcolo e un po’ per stupidità, alla favola dello Stato come istituzione salvifica. Amen.

Giancristiano Desiderio
Fonte: Nicola Porro.it

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