• 23 Novembre 2021
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Sentenza clamorosa. Per la prima volta un giudice reintegra un sanitario sospeso

Sentenza clamorosa. Per la prima volta un giudice reintegra un sanitario sospeso

Il Tribunale Ordinario di Velletri ha emesso un importante provvedimento in tema di sospensione dei sanitari che non hanno voluto sottoporsi alla vaccinazione.
In Italia questa mattina è uscita la prima sentenza di riassunzione di un sanitario sprovvisto di Green pass Adele Passerini dell’Asl Roma H 6 è stata su ordine del Giudice del Lavoro del Tribunale di Velletri, dott. Giulio Cruciani, ricollocata presso la Centrale Sats di Marino
Il decreto è stato emesso in via cautelare d’urgenza nell’ambito di un ricorso davanti al Giudice del Lavoro e stabilisce che la sanitaria sospesa debba immediatamente essere ricollocata.
Quello che è interessante sottolineare è il fatto che il Giudice ha ritenuto talmente abnormi le disposizioni sull’obbligo vaccinale per i sanitari che ha emanato l’atto senza entrare nel contraddittorio delle parti e ha, oltretutto, ritenuto che la questione abbia rilevanza costituzionale.

In particolare, i diritti compromessi sarebbero quello alla dignità personale e alla dignità professionale; il Tribunale ha anche sottolineato la natura alimentare dello stipendio, intendendo chiaramente lo stesso come fonte dalla quale la persona si procura i mezzi di sussistenza.
Aggiunge il Giudice che la sospensione del lavoratore può essere solo l’extrema ratio e un evento eccezionale in un’azienda medio / grande.
Quindi la sanitaria rientrerà a lavoro e le dovranno essere pagati tutti gli stipendi arretrati.
Il decreto è importante perché come più volte, scritto e detto, tutta la normativa sull’obbligo vaccinale per i sanitari e sul Green Pass in generale appare gravemente lesiva dei diritti costituzionali.
Adesso il giudizio andrà avanti, ma sarà il Datore di Lavoro a dover dimostrare la legittimità della sospensione, nel frattempo la ricorrente potrà tranquillamente tornare a lavorare e a percepire lo stipendio.
Il Tribunale, dalla lettura del provvedimento, quasi sicuramente manderà gli atti alla Corte Costituzionale
Avv. Andrea Perillo

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