22 Giugno 2026

Segregate in una stanza e al buio, così sono state trovate le sorelline scomparse. Decisivo un ‘errore’ della mamma per la loro liberazione. La commozione del Procuratore

Alisya e Sarah, di 16 e 12 anni, erano chiuse in una stanza con le tapparelle abbassate. La madre le controllava con un telefono segreto, ma l'irruzione dei Carabinieri ha salvato le due ragazze e fatto scattare tre fermi
22 Giugno 2026
procuratore Sulmona D'Angelo
Il procuratore di Sulmona Luciano D'Angelo durante la conferenza stampa finita poco fa
Le due sorelline Alisya e Sarah, che hanno rispettivamente sedici e dodici anni, sono state finalmente ritrovate sane e salve. Le due ragazze erano sparite misteriosamente tra il sei e il sette giugno scorsi. Erano scappate, o forse erano state portate via, dalla casa famiglia di Civitella Alfedena dove vivevano. Subito erano scattate le ricerche in tutta la zona, ma per giorni non si è saputo nulla. Ieri sera è arrivata la svolta tanto attesa. I carabinieri hanno fatto irruzione in una casa a Formia e le hanno trovate lì dentro. Le bambine stavano chiuse in una stanza e non potevano fare quasi nulla.
Il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha spiegato i dettagli in una conferenza stampa molto toccante finita poco fa. Il magistrato ha raccontato di aver parlato di persona con le due sorelle subito dopo i carabinieri. Ha confessato di provare ancora un forte dolore dentro di sé per quel colloquio. Le ragazze infatti – ha detto – non hanno fatto salti di gioia quando hanno visto i soccorritori. Al contrario, si sono subito chiuse nella stanza dove avevano vissuto fino a quel momento, mostrando una reazione di grande chiusura e paura.
La svolta decisiva nelle indagini è arrivata grazie a un grave errore commesso dalla mamma delle due minorenni. I carabinieri stavano controllando un numero di telefono sospetto. Questo numero era intestato a un uomo pakistano e faceva parte di un gruppo di schede telefoniche attivate di nascosto a Napoli due giorni prima della scomparsa delle ragazze. La mamma non è riuscita a stare per troppi giorni senza sentire le figlie, perché – ha rivelato sempre il Procuratore – ha il forte difetto di voler mantenere sempre il controllo su tutto. Così ha fatto una videochiamata verso quel numero controllato e i carabinieri hanno scoperto dove si nascondevano.
L’irruzione è stata una vera e propria operazione in grande stile. Una colonna di auto dei carabinieri ha attraversato il paese per andare a fare il blitz. Gli abitanti del posto hanno guardato i militari con grande soddisfazione e sollievo. Le forze dell’ordine erano pronte a tutto. Pensavano di trovarsi davanti a dei delinquenti pericolosi o a persone violente dietro la porta di quella casa. Invece ad aprire la porta è stata una vecchia signora di ottant’anni, che è una lontana parente acquisita della famiglia e che ha dichiarato di non sapere nulla: “Me le hanno portate a basta”, avrebbe detto agli inquirenti. Ma ora risulta tra gli indagati per questa brutta vicenda. 
Le condizioni in cui vivevano le due sorelle erano davvero difficili e tristi. Le ragazzine erano segregate dentro una stanza dell’appartamento. Non potevano uscire per nessuna ragione e non potevano nemmeno aprire le persiane delle finestre per far entrare la luce del sole. Passavano le loro giornate al buio e l’unica cosa che potevano fare era guardare la televisione. Erano completamente isolate dal mondo esterno.
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Le due sorelline scomparse con la madre
Durante la conferenza stampa, i giornalisti hanno chiesto cosa abbiano detto le due sorelline riguardo alla loro volontà di stare con la madre. Il procuratore D’Angelo ha risposto in modo molto chiaro su questo punto. Ha spiegato che quello che dicono le bambine adesso non ha un vero valore dal punto di vista della legge. Questo non significa che le loro parole non siano importanti, ma l’aspetto giuridico è un’altra cosa. Adesso i magistrati dovranno verificare con calma come sia nato questo forte legame e questa preferenza verso uno dei genitori.
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Le due sorelline scomparse e ritrovate ieri sera
La situazione legale per i parenti adesso è molto pesante. La signora di ottant’anni che ospitava le ragazze nella sua casa è stata iscritta nel registro degli indagati insieme ad altre tre persone. Al momento ci sono tre decreti di fermo ben precisi. Le manette virtuali sono scattate per la madre delle due sorelle, per il nonno materno e anche per l’attuale compagno della donna. Sono tutti accusati di aver avuto un ruolo attivo in questa brutta storia di sparizione.
Infine, c’è il dramma del papà delle due ragazze. L’uomo è rimasto completamente sconvolto da tutta questa vicenda. Appena ha appreso la notizia del ritrovamento delle figlie e di quello che era successo, ha avuto un fortissimo cedimento fisico ed emotivo. Si è sentito molto male a causa del forte stress e della tensione accumulata in questi giorni. Per questo motivo è stato soccorso e ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici per riprendersi.
Le due sorelline, ha spiegato sempre il Procuratore, finora sono state sentite solo in via informale dalle due carabiniere che l’hanno prese in custodia dopo il blitz di ieri sera e, sempre informalmente, dallo stesso magistrato. Quindi, passato il tempo necessario per farle riprendere, saranno sentite da un’équipe di psicologi per valutarne le condizioni dopo quanto le è successo.