22 Agosto 2026

Minturno – Trovate le sorelline scomparse: ecco chi le aveva nascoste e la scoperta choc nel blitz a Formia. L’elemento decisivo per la svolta

Le rivelazioni del fidanzatino della più grande delle sorelle, Youssef, hanno portato le forze speciali nel covo a pochi metri da casa della madre: scattano le manette per la madre e il nonno mentre le ragazze volano in un rifugio segreto.
22 Giugno 2026
guidonia carabinieri auto pirata notte
Immagine di repertorio
Svolta nel caso delle sorelline di Minturno che erano scomparse tra il 6 e il 7 giugno scorsi: i Carabinieri hanno fermato tre familiari con la gravissima accusa di sequestro di persona. Nel corso delle ultime ore sono emersi i nomi delle persone arrestate e i dettagli sul blitz delle forze speciali che ha portato alla liberazione di Alisya e Sarah Di Giacinto, 16 e 12 anni. La fuga delle due minori, durata ben quindici giorni, nascondeva una fitta e complessa rete di complicità familiari.
I magistrati della Procura hanno ordinato il fermo di tre parenti stretti delle ragazze, ovvero la madre Valentina Dacunto, il nonno materno Marco Dacunto e il compagno della donna Vincenzo Esposito. Tutti e tre sono accusati di sequestro di persona per aver pianificato e gestito la sparizione delle ragazze dalla comunità abruzzese. Nelle ore concitate del ritrovamento si è registrato anche un dramma collaterale, poiché il padre delle minori ha avuto un malore per la forte tensione ed è stato ricoverato in ospedale.
Il blitz è scattato grazie ad un’operazione congiunta dei carabinieri del comando provinciale dell’Aquila, di Latina e dei reparti speciali, coordinati dal Procuratore capo della Repubblica di Sulmona (L’Aquila), Luciano D’Angelo, presente nel corso dell’operazione. I provvedimenti, come detto, hanno riguardato la madre delle giovani, Valentina Dacunto, il compagno della donna, Vincenzo Esposito e il padre della Dacunto, Marco Dacunto. Nel corso delle attività, i militari e le forze speciali hanno fatto irruzione nell’abitazione di una signora anziana di 80 anni, dove si trovavano le ragazze, inizialmente indicata come una zia o uno zio.
I dettagli dell’operazione e il grado di parentela tra le persone coinvolte saranno illustrati alle ore 11.45 di oggi nel corso di una conferenza stampa in Procura a Sulmona da parte della Procura della Repubblica e della polizia giudiziaria. Entro i termini previsti dalla legge, precisamente entro 48 ore, la Procura della Repubblica di Sulmona provvederà a richiedere la convalida del fermo al giudice, lasso di tempo in cui gli indagati avranno la possibilità di espletare tutte le loro difese.
La pista decisiva è arrivata dopo che gli investigatori hanno ascoltato in caserma Youssef, il fidanzatino della sorella maggiore Alisya, le cui dichiarazioni hanno indirizzato i militari verso il covo. I militari hanno quindi circondato l’edificio ed eseguito l’accesso rapido, interrompendo una situazione che durava ormai dal momento della fuga dall’Abruzzo.
Le ultime indagini hanno confermato che Alisya e Sarah non sono scappate da sole a piedi tra i boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo, impresa giudicata impossibile dagli esperti, ma sono state prelevate da un’auto e portate direttamente nel Lazio. Nelle ultime ore le due sorelline sono state trasferite d’urgenza in una nuova struttura protetta, che si trova in una località segreta e molto lontana dalle province di Latina e Frosinone per evitare qualsiasi nuovo tentativo di contatto o di prelevamento da parte dei parenti.