“Se avesse voluto ucciderla l’avrebbe fatto”, Bruno Vespa nella bufera per questa intervista

Bruno Vespa è finito nell’occhio del ciclone per il modo in cui ha condotto e gestito l’intervista ad una donna vittima di violenza.

E’ accaduto ieri sera durante una puntata di “Porta a Porta”. Il giornalista aveva davanti a sé Lucia Panigalli aggredita brutalmente dal suo ex. I due si erano lasciati per incompatibilità caratteriale dopo un anno e mezzo di relazione. L’aggressore è stato condannato per tentato omicidio a 8 anni e 6 mesi.

La fine della pena era prevista per il 2020 ma è già libero grazie ad uno sconto per buona condotta. Questo, nonostante in carcere, abbia commissionato al compagno di cella l’uccisione della donna in cambio di 25mila euro, un trattore e un’auto. L’ex della Panigalli è stato assolto perché secondo la legge italiana se due persone si mettono d’accordo per commettere un delitto e poi non lo fanno non sono punibili. Ora lui abita a quattro chilometri di distanza da Lucia che vive nel terrore e si sente in costante pericolo di vita.

Questo il riassunto della vicenda che vede protagonista la Panigalli. Vicenda affrontata da Vespa – secondo quanti hanno puntato il dito contro il conduttore – senza alcuna sensibilità, con aria scanzonata e a tratti divertita per via dei suoi risolini dando quasi l’impressione di voler sminuire quanto accaduto alla donna.

“Lei innanzitutto è fortunata perché è sopravvissuta mentre tante donne vengono uccise”, ha esordito il giornalista. “Non sono tranquilla perché l’intenzione omicida di quest’uomo è rimasta perché lui non si è pentito, non mi ha chiesto scusa”, ha subito puntualizzato la donna.

Vespa ha quindi precisato che l’aggressore è stato assolto in tre gradi di giudizio per il patto con il suo compagno di cella e che la Panigalli, a differenza di altre donne, è protetta perché quando esce viene scortata dalle forze dell’ordine. “Io sono protetta dall’Arma dei carabinieri – ha confermato la donna – ogni volta che esco di casa, un’ora prima li chiamo e loro organizzano una pattuglia che viene a prendermi, mi accompagna e un’ora prima di tornare a casa devo avvisare”.

“Beh diciamo che non corre rischi”, ha sentenziato il conduttore. “Beh, io temo molto per la mia vita – ha ribattuto la Panigalli – Quest’uomo ha sempre dimostrato di non essere molto lucido. Ci eravamo lasciati di comune accordo e poi dopo due mesi mi ha teso quell’agguato. Lui è stato assolto perché il reato non è previsto dalla legge, non perché il reato non esiste”.

“Esiste ma non è un reato. Diciamo che capisco la legge e capisco anche lei”, ha detto Vespa tra un risolino e l’altro. Quindi ha mandato in onda le immagini della donna dopo il pestaggio e ha commentato: “In effetti l’aveva ridotta piuttosto male”.

“Posso chiederle di che cosa si era innamorata? Siete stati insieme 18 mesi, non siete usciti una sera e basta”, ha aggiunto dopo che la sua ospite aveva parlato di un semplice flirt. “Ma sa che me lo chiedo anch’io? Col senno di poi me lo chiedo”, ha replicato lei.

Nel finale, la frase che ha fatto sobbalzare dalla sedia i telespettatori. “Però se avesse voluto ucciderla l’avrebbe uccisa”, ha commentato Vespa dopo che la donna aveva raccontato i dettagli cruenti della sua aggressione. “La signora è protetta e mi sembra che più di questo non si possa fare”, ha chiosato.

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Sui social si è scatenato il putiferio. “Bruno Vespa intervista la signora #LuciaPanigalli vittima di un tentativo di omicidio da parte del ex compagno Il tono dell”intervistatore tra risolini, negazioni, battutine è semplicemente intollerabile. Questo non è giornalismo, questa è spazzatura”, ha rilevato l’associazione femminista “Non Una Di Meno – Firenza”.

“Una donna che ha subito violenze estreme dal marito, fino al tentato omicidio, e che è costretta a vivere sotto scorta, grida il proprio terrore per l’imminente scarcerazione e si trova a subire un processo quasi la vittima fosse lui – ha dichiarato Beatrice Brignone, segretaria di Possibile – Un continuo sminuire da parte di Bruno Vespa le violenze e le condotte inumane dell’ex e cercare di entrare nella vita privata della signora (“aveva già un’altra relazione?”) fino ad arrivare alla frase, beffarda: “però se avesse voluto ucciderla, l’avrebbe uccisa…Questa è violenza.E mi vergogno profondamente che non siano stati ancora presi provvedimenti per questa intervista indegna. Bruno Vespa ha offeso profondamente quella donna, a cui voglio trasmettere tutta la mia vicinanza e solidarietà. Ma insieme a lei ha offeso le donne vittime di violenze e tutte le donne che vivono in un paese misogino, sessista e patriarcale, di cui Vespa si fa portavoce e modello. Non è tollerabile accettare da parte del servizio pubblico atteggiamenti così gravi. Lo abbiamo detto e non ci stancheremo di farlo: non basta mettere il DDL Pillon in un cassetto. La cultura sessista che genera violenze e discriminazioni è in ogni strato della società e va sradicata senza tentennamenti, proprio a partire dal servizio pubblico”.

“L’uomo che allarga le braccia sorridente si chiama Bruno Vespa, di mestiere fa il giornalista del Servizio pubblico sulla principale rete televisiva italiana – ha scritto il giornalista Lorenzo Tosa – La donna voltata di spalle, invece, si chiama Lucia. Una notte di nove anni fa è stata massacrata a sangue, a pugni e a coltellate, da un uomo col volto coperto, il suo ex, che non ha mai perdonato a Lucia di essere stato lasciato. Per il giudice si è trattato di tentato omicidio. 8 anni e mezzo di carcere, poi ridotti per buona condotta, nonostante, nel frattempo, l’uomo in cella abbia commissionato l’omicidio della donna a un sicario bulgaro in cambio di 25mila euro, un trattore e un’auto. Il bulgaro denuncia tutto, ma l’ex viene processato e assolto due anni fa perché – credeteci o no – “Non si possono punire le intenzioni”. Oggi l’uomo è fuori e abita a 4 chilometri dalla casa di Lucia, costretta a vivere sotto scorta. “È come se fossi affetta da un male incurabile” racconta. Eppure per Bruno Vespa, il giornalista del Servizio pubblico, che ieri l’ha intervistata a “Porta a Porta” a tarda notte, Lucia “è fortunata, perché è sopravvissuta”. “Lui è innocente”. “A differenza di tante altre donne, è protetta. Non corre rischi.” E ancora: “18 mesi sono un bel flirtino però…” “Era così follemente innamorato di lei da non volerla dividere se non con la morte.” E via, sempre più giù, in un abisso di superficialità e orrore che culmina nella frase della vergogna. “Signora, se avesse voluto ucciderla, lo avrebbe fatto.” Il tutto condito da continui ghigni e risolini e con un tono di squallido, viscido paternalismo con cui non si tratta una bambina di sei anni, figuriamoci una donna vittima di un tentato omicidio che vive nel terrore costante di essere ammazzata. Se questo è il Servizio pubblico, se questo è un giornalista, se questa è un’intervista normale, allora cominciamo una volta per tutte ad avere il coraggio di dire in faccia alle donne: non denunciate. Perché non vi crederemo. Perché non è violenza, non è odio, non sono (tentati) femminicidi. È solo “troppo amore”. Benvenuti in Italia. E non c’è nulla da ridere”.

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“Io non ho parole, questo si permette di sminuire un tentativo omicidio solo perché l’assassino non ci è riuscito. Come possono certe persone stare ancora in tv? @BrunoVespa #PortaaPorta Piena di questi uomini che si permettono di giudicare cose che non proveranno mai nella vita”, “Un messaggio disgustoso passa da questo troglodita tra ghigni e risolini: Donne non denunciate. Perché non vi crederanno. Non è violenza, non è odio, non sono (tentati) femminicidi. È solo “troppo amore” Bruno Vespa vergognati!”, “Eccolo il solito linguaggio tossico che sminuisce le sofferenze e addolcisce il tutto. Anche basta”, “@RaiUno spero che in quanto servizio pubblico voi chiediate scusa per il modo vergognoso con cui @BrunoVespa ha trattato una donna vittima di violenza”, “Cmq sono rimasta spiacevolmente impressionata dalla piega neanche tanto sottile che #BrunoVespa ha dato all’intervista alla signora vittima dell’ex ieri sera a #portaaporta. Vogliamo farle una colpa del fatto che alla fine lui non l’ha ammazzata ma solo accoltellata e picchiata?”.

 

Fonte: http://www.perizona.it