La procura ha chiesto nove mesi di reclusione per una donna di 63 anni, accusata di aver perseguitato la famiglia con appostamenti e minacce
Avrebbe acquistato un’abitazione di fronte a quella del figlio e della nuora per sorvegliarli, dando poi vita a una serie di condotte persecutorie. È l’accusa al centro di un processo a Rivoli, nel Torinese, che vede una donna di 63 anni imputata per stalking e diffamazione. La procura ha chiesto per lei una condanna a nove mesi di reclusione.
Secondo la ricostruzione accusatoria, la vicinanza tra le due abitazioni avrebbe consentito alla donna di controllare la coppia. Gli appostamenti, le minacce e le persecuzioni contestati avrebbero reso insostenibile la quotidianità della famiglia.
L’acquisto dell’immobile rappresenta dunque uno degli elementi centrali della vicenda: non una semplice scelta abitativa, secondo l’accusa, ma un modo per sorvegliare il figlio e la nuora.
La richiesta di nove mesi di reclusione formulata dalla procura non costituisce una condanna. Spetterà al giudice valutare le contestazioni e stabilire l’eventuale responsabilità dell’imputata.
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