La vicenda è emersa dopo l’ennesima querela presentata da una famiglia che abita nello stesso palazzo. Secondo quanto ricostruito dagli agenti di pubblica sicurezza, i problemi sarebbero iniziati dodici anni fa con rumori molesti continui, porte sbattute a ogni ora, mobili trascinati e violente furiose nel cuore della notte. Una situazione di stress prolungato che, nel tempo, ha compromesso seriamente la salute psicofisica delle vittime.
La tensione è diventata insostenibile lo scorso agosto, quando la donna ha deciso di installare una telecamera puntata dritta verso le aree comuni del condominio. Un gesto che ha privato i vicini della propria privacy, costringendoli a limitare al minimo l’uso degli spazi condivisi pur di non essere costantemente sorvegliati.
A nulla sono valsi i richiami formali da parte dell’amministratore dello stabile. Al contrario, la situazione è degenerata fino al paradosso: l’indagata ha infatti provato a ribaltare i ruoli, sostenendo di essere lei la vera vittima e dichiarando di aver sporto a sua volta denuncia per stalking. Gli accertamenti e i riscontri dei poliziotti hanno però fatto chiarezza sulla vicenda, portando alla denuncia della donna per il reato di atti persecutori.

