La realizzazione del Sistema Nazionale di Prevenzione “Salute, Ambiente e Clima” rappresenta un’importante rivoluzione sul fronte della tutela della salute pubblica, ma c’è il rischio che si trasformi in un flop e che mezzo miliardo di fondi pubblici del PNRR vadano in fumo
Per far fronte e prevenire i rischi sanitari connessi – in maniera diretta e non – all’inquinamento e in generale alla crisi climatica il nuovo Governo ha deciso di destinare 500 milioni del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Una mossa ambiziosa, che però rischia di rivelarsi l’ennesimo fallimento.
A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), che proprio oggi ha lanciato un appello alle istituzioni per sottolineare che le Regioni e Asl non dispongono di personale e strumenti in grado di realizzare il Sistema Nazionale di Prevenzione “Salute, Ambiente e Clima”.
Il Sistema Nazionale di Prevenzione “Salute, Ambiente e Clima” non prevede purtroppo un’agenzia nazionale di coordinamento con articolazioni territoriali autonome dedicate ai determinanti ambientali della salute, con la conseguenza che l’operatività su questo fronte sarà ancora una volta posta


