• 30 Novembre 2021
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Perché non smettere di dire “Buon Natale”, cara Europa…

Perché non smettere di dire “Buon Natale”, cara Europa…

La tradizione del Natale in Italia, e in Europa in genere, è una delle più longeve e, diciamocela chiara, per la maggioranza delle persone ha poco a che vedere con la religione.
A prescindere dal motivo per cui ogni famiglia festeggi il Natale, posto il fatto che credere in Gesù Cristo non mi pare sia diventato un reato (o almeno non ancora), è più che altro la ricorrenza della famiglia. Una festa dal calore intenso, dal camino acceso, che sia uno “sfondo” da schermo TV o davvero fuoco non importa…  È la festa del panettone, delle palline colorate, dei parenti che si rivedono dopo tanto tempo, (il Covid ci ha portato via anche questo lo scorso anno), del profumo inconfondibile della nonna che solo su di lei si può annusare, e anche la pasta fatta a mano per chi ama le tradizioni. Già, le tradizioni, che concetto stupido vero? Per l’Europa ciò che connota il popolo europeo è stupido e offende qualcunoOffende la signora Maria, che a 80 anni va in chiesa la notte di Natale, dopo una vita di sacrifici per far studiare i figli, il marito impiegato preciso con le tasse, perché dovrebbe chiamarsi Malika
Offende Giuseppe, che rimasto solo, con questo nome così “fastidioso“, a Natale fa la pizza a casa ai suoi due figli. A messa non ci va, non è praticante, la storia della stella cometa non lo ha mai convinto, però nel silenzio della sua stanza ogni notte prega a modo suo, quel qualcuno che sta lassù, ringrazia per i due figli stupendi che ha. Poi dorme come un sasso, la mattina si sveglia e aspetta il suo collega per andare al lavoro. Quel collega simpatico che per Natale gli regala sempre i guanti, e a volte mangia anche con lui e i suoi figli, quello con il nome che non offende nessuno… Mohamed.
Sono queste le cose che devono dare fastidio? Ma a chi esattamente?
Se qualcuno si offende il problema è suo, della sua ignoranza, prepotenza e mancanza di apertura mentale, e che quindi non è pronto a vivere in Europa, non di chi festeggia il Natale.
Se al prossimo Hanukkah qualcuno mi facesse gli auguri io non mi offenderei, anzi, sarebbe bello poter festeggiare una ricorrenza che celebra la luce e la vita, anche se di una religione che non pratico.
Le tradizioni ci connotano come paesi e come popoli e se l’Europa pensa di costruire una coscienza europea annullando e svilendo tradizioni, nomi, ricorrenze, inizio a pensare che gli incompetenti a governare non siano solo a casa nostra ma ovunque… O forse scontri politici e mancata integrazione sono davvero il loro obiettivo, giustificherebbero le loro sciocche battaglie di principio, dove invece di integrare si vuole annullare cultura e tradizione occidentale. Così fosse, ci stanno riuscendo benissimo….
di Valentina Rigano
Fonte: coraggiosamente.it

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