L’Ue rinvia l’obiettivo 2040 prima della CopP30. Italia chiede neutralità tecnologica. WWF denuncia compensazioni inaffidabili
24 Ottobre 2025
La definizione dell’obiettivo climatico europeo per il 2040 si è conclusa con un nulla di fatto al Consiglio Europeo del 23 ottobre. La proposta della Commissione, che prevede una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 90% rispetto al 1990, è stata rinviata al vertice dei ministri dell’Ambiente del 4 novembre, subito prima della COP30 in Brasile.
I leader hanno espresso insoddisfazione per l’attuale percorso della transizione verde, chiedendo alla Commissione di definire “condizioni abilitanti” per cittadini e imprese. Queste misure comprendono finanziamenti e politiche di supporto per ridurre le emissioni senza gravare sull’economia europea, includendo anche crediti internazionali.
Tra le richieste emerse, spicca la cosiddetta “clausola di revisione”, volta a rivedere l’obiettivo 2040 in futuro se condizioni economiche o tecnologiche dovessero impedirne il rispetto. Alcuni Stati, come la Polonia, hanno insistito anche sulla flessibilità nel contabilizzare le riduzioni di CO₂, citando difficoltà legate
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