A quattro giorni dalla strage al Crocus City Hall nella quale sono morte almeno 139 persone, le autorità russe rendono ora esplicite le accuse all’Ucraina – ma anche a Usa e Regno Unito – di aver ispirato e commissionato il gravissimo attentato. A scandire parole durissime è il direttore dell’Fsb – i servizi di sicurezza interni russi – Alexander Bortnikov. Che mette nel mirino i suoi «omologhi» ucraini: i servizi segreti di Kiev, è la tesi, avrebbero «addestrato in Medio Oriente» gli islamisti radicali che hanno compiuto la strage. Tanto che l’Ucraina «si preparava ad accoglierli come eroi», si spinge a sostenere Bortnikov. Di più, i risultati preliminari dell’inchiesta indicano «un coinvolgimento degli Usa e della Gran Bretagna», sostiene Bortnikov.
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