I segnali erano già inequivocabili. Tutto lasciava presagire all’epilogo finale. E così è stato. Si attende soltanto il comunicato ufficiale ma la breaking news britannica dell’ultima notte ha trovato via via terreno fertile ed effettivi riscontri col passare delle ore. La prima indiscrezione lanciata dal The Athletic dopo cena, quindi solo conferme: Pep Guardiola lascerà il Manchester City a fine stagione. Una bomba calcisticamente atomica, non potrebbe esser altrimenti. Una notizia dalla cassa di risonanza ridondante, se lo merita il protagonista e diretto interessato. Perché quello che ha lasciato nel decennio è molto di più di venti trofei in 10 anni, parliamo di un solco indelebile nella storia del calcio britannico.
E’ sbarcato nel campionato più prestigioso al mondo e l’ha rivoluzionato. Anche in questo caso. Sono in tante le realtà rivali che hanno assunto allenatori perseguenti espressione e filosofia guardiolana. Lui ha cresciuto assistenti, che poi s’è ritrovato contro, che poi ha battuto. Trovando ogni anno un’intuizione geniale per evolvere la sua filosofia, quando gli altri lavoravano per cercar di emular quella dell’anno precedente. Ha creato specchi, ha giocato contro loro, li ha battuti. Ha cresciuto assistenti, gli ha dato dimensione e reputazione, prima di ritrovarseli contro e batterli. Ha stampato il suo marchio. Oggi in Premier tante realtà giocano, palleggiano, provano ad imporre il loro calcio, senza mai dimenticare matrice e fisicità britannica. C’è una Premier prima ed una Premier post.. Pep Guardiola.
E lui ha saputo costruire un ciclo inimitabile. Forse paragonabile nella storia britannica soltanto ai successi di Sir Alex. Non a caso c’è quel fil conduttore che oggi lega le due realtà di Manchester, quel Treble del 2023 che va a pareggiare nei libri di storia quello del 1999. Molto più di 6 Premier, 3 FA Cup, 5 Coppe di Lega: Guardiola ha scandito un decennio egemonico e generazionale, proprio per gli argomenti espressi nel paragrafo precedente. E quel Treble diventa il salto nella storia di cui ha bisogno che scrive, chi ribalta, chi non sarà mai come gli altri. Con quel carattere a tratti persino folle, ma feroce, affamato.
Voleva lasciar con l’ultima Premier, non sarà così al 99.9%, ma d’altronde anche l’espressione quasi commossa con cui ammira i tifosi del Man City in festa sugli spalti di Wembley weekend scorso per l’ultima FA Cup, erano inequivocabili. Anche i cicli più belli e straordinari hanno una fine. 10 anni, cifra tonda, li ha ritenuti il traguardo giusto per abdicare. I segnali c’erano tutti: pizzicato settimane fa al centro del campo all’Etihad, coi suoi trofei, come a registrare cinematograficamente un congedo mozzafiato. Gli stessi assistenti, via via, avevano annunciato l’addio al Man City. Adesso manca soltanto l’ufficialità. Si chiude un cerchio della vita. Già, il cerchio della storia.


