Approvata l’Autorizzazione Integrata Ambientale per il più grande impianto siderurgico d’Europa alimentato a carbone. Intanto, la città pugliese teme per la salute dei suoi cittadini e rimane in attesa della svolta green promessa
18 Luglio 2025
@WIKIPEDIA
Con 470 prescrizioni e un limite produttivo fissato a 6 milioni di tonnellate annue per i prossimi 12 anni, la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’ex Ilva di Taranto è stata approvata. Una decisione definita “provvisoria”, in attesa dell’accordo istituzionale sulla decarbonizzazione dell’impianto, ma che ha già sollevato forti critiche da parte degli enti locali e della società civile tarantina. Il rilascio dell’AIA arriva in un momento cruciale per il più grande impianto siderurgico d’Europa ancora alimentato a carbone, con implicazioni che riguardano la salute pubblica, l’ambiente e il futuro dell’industria italiana dell’acciaio.
Un via libera contestato
L’approvazione dell’AIA è avvenuta giovedì scorso al termine della Conferenza dei Servizi convocata dal Ministero dell’Ambiente. Nonostante il parere negativo espresso da Regione Puglia, Provincia di Taranto,
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