Le ondate di calore colpiscono duramente le periferie urbane. Legambiente lancia una campagna nazionale per denunciare la “cooling poverty”
25 Giugno 2025
@Canva
Roma, Garbatella, ore 12. Una panchina al sole raggiunge 66,8 gradi. Poco distante, in una zona ombreggiata, la temperatura scende di 24 gradi. È questa la fotografia concreta della “cooling poverty”, la nuova emergenza climatica nelle città italiane secondo Legambiente.
Con l’arrivo della Giornata nazionale delle periferie urbane, l’associazione ambientalista ha dato il via a “Che caldo che fa!”, una campagna itinerante che toccherà cinque città italiane: Roma, Napoli, Bologna, Milano e Palermo. L’obiettivo è chiaro: rendere visibile e misurabile un fenomeno ancora poco conosciuto, quello della povertà da caldo estremo, che colpisce in modo diseguale chi vive in contesti urbani fragili e poco attrezzati.
I dati raccolti nei primi giorni della campagna sono eloquenti. A Roma, nei quartieri Don Bosco e Garbatella, Legambiente ha effettuato 31 termografie nelle ore più calde, rilevando temperature ambientali medie di 35,4°C alla
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