I bambini, ancora prima di nascere, ascoltano la musica classica e il loro cuore “si calma”: un affascinante studio guidato dall’Institute of Cardiology Ignacio Chávez (Messico) ha dimostrato come la musica possa rallentare la frequenza cardiaca fetale, offrendo potenzialmente benefici per lo sviluppo
Canva
La musica classica tocca davvero il cuore, e lo fa anche prima della nascita: un affascinante studio guidato dall’Institute of Cardiology Ignacio Chávez (Messico) ha dimostrato come la musica possa rallentare la frequenza cardiaca fetale, offrendo potenzialmente benefici per lo sviluppo.
Non è la prima ricerca che dimostra i meravigliosi effetti delle melodie, infatti gli studi sugli effetti della musica prenatale sui bambini non ancora nati dura da decenni. E, proprio recentemente, un lavoro pubblicato su BMC Pediatrics ha dimostrato come la stimolazione sonora prenatale, che include musica e linguaggio, possa formare tracce di memoria specifiche durante il periodo fetale e influenzare il sistema neurale neonatale.
Ora i ricercatori si sono concentrati in particolare sull’effetto della musica classica sul battito cardiaco fetale, utilizzando strumenti di analisi matematica per identificare modelli nella variabilità della frequenza cardiaca.


