Un parere dettagliato della BCE, pubblicato l’8 maggio, mette in guardia su proposte UE che rischiano di indebolire le regole ESG. La trasparenza aziendale non è un onere, ma un pilastro per prevenire crisi e guidare la transizione verde
@Canva
L’8 maggio 2025 la Banca Centrale Europea ha pubblicato un’“Opinion” molto attesa: un parere articolato sulle proposte di modifica alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), due capisaldi del Green Deal europeo. Al centro del documento, l’invito a non smantellare il quadro di regole che impongono alle imprese di rendere conto del loro impatto ambientale, sociale e di governance (ESG).
Le proposte in discussione presso le istituzioni europee – e su cui la BCE ha deciso di esprimersi anche senza richiesta formale – puntano a semplificare gli obblighi per le imprese, riducendo ad esempio la platea di aziende tenute a pubblicare un bilancio di sostenibilità. Una semplificazione che, secondo la BCE, rischia di tradursi in una perdita netta per l’intero sistema finanziario.
Cosa prevede la modifica della CSRD?
La proposta


