Sono ore di altissima tensione e totale incertezza sulla piega che può prendere la crisi in Medio Oriente. Dopo i colpi micidiali inferti a Hezbollah in Libano – culminati nell’assassinio del leader Hassan Nasrallah e proseguiti con le prime incursioni di terra di truppe scelte – i vertici di Israele valutano la possibile risposta all’attacco lanciato ieri dall’Iran con 180 missili. E tutti si chiedono, in base alle scelte che verranno fatte nelle prossime ore, se Benjamin Netanyahu riuscirà a riemergere definitivamente dal “buco nero” in cui era sprofondato dopo la strage di Hamas di un anno fa, volgendo a favore di Israele gli equilibri regionali. Ma sui media internazionali inizia in queste ore ad affacciarsi un’altra ipotesi, ben diversa
Iran-Israele, il pressing del G7 per fermare l’escalation: «Una guerra regionale non è nell’interesse di nessuno»
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