Svolta nelle operazioni di recupero nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, dove cinque sub italiani hanno perso la vita durante un’immersione. Un team di esperti sommozzatori finlandesi ha individuato e recuperato oggi le salme di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri. I due connazionali si trovavano ancora all’interno della grotta di Alimathà.
Le ricerche si sono concentrate nella cavità sottomarina dove si è consumato il dramma. Il piano dei soccorritori prevede la ripresa della missione nella giornata di domani per il recupero degli ultimi due corpi ancora dispersi, identificati come Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino. Nei giorni scorsi era già stato recuperato il corpo della quinta vittima, il dive master Gianluca Benedetti.
Il giallo delle autorizzazioni
Mentre continuano i lavori in mare, si apre il fronte investigativo sulle cause e sulle responsabilità del tragico incidente. Al centro del dibattito ci sono i permessi per effettuare l’immersione in un sito noto per la sua complessità.
Il governo di Malè ha rilasciato una nota ufficiale dichiarando che solo la professoressa Montefalcone e i due ricercatori erano in possesso delle autorizzazioni necessarie per l’esplorazione. Di parere opposto l’operatore dello yacht che ha organizzato l’escursione, il quale ha precisato che il dive master Gianluca Benedetti non aveva bisogno di tale documento, agendo in qualità di guida professionista.
Aperta un’inchiesta in Italia
La magistratura italiana intende fare piena luce sulla dinamica dei fatti e sul rispetto dei protocolli di sicurezza. La Procura di Roma ha ufficialmente aperto un fascicolo di indagine con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. I magistrati capitolini seguiranno gli sviluppi dei rilievi tecnici e attenderanno il rientro in patria delle salme per disporre i successivi accertamenti medico-legali.



