Lo sottolinea lo studio dell’Agenzia europea per l’ambiente “Harm to human health from air pollution in Europe: burden of disease status, 2024”: nel 2022 in Italia oltre 48.600 cittadini sono deceduti a causa del particolato atmosferico PM 2,5
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Nonostante piccoli miglioramenti, l’aria in Europa continua a essere tossica. La qualità atmosferica, infatti, rimane una delle principali emergenze ambientali e sanitarie nel Vecchio Continente, Italia compresa.
Lo racconta lo studio “Harm to human health from air pollution in Europe: burden of disease status, 2024” dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA), pubblicato nel 2024, secondo cui oltre 239mila persone muoiono prematuramente ogni anno nell’Ue a causa dell’esposizione al particolato fine (PM2,5). E, con 48.600 decessi attribuibili a questo inquinante, l’Italia si colloca al primo posto tra i Paesi europei.
Nel 2022, i cittadini europei sono rimasti esposti a concentrazioni di inquinanti atmosferici notevolmente superiori alle soglie consigliate dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Questo ha provocato, oltre ai 239.000 decessi per PM2,5, 70.000 per ozono (O3) e 48.000 legati al biossido di azoto (NO2). Ridurre l’inquinamento al di sotto dei
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