Il mito del posto fisso non esiste più o quasi: l’83% dei dipendenti pubblici è insoddisfatto e le cause sono svariate: stipendi fermi, assenza di reali possibilità di carriera, mancanza di valorizzazione e in generale i pochi stimoli
@C’era una volta il Cinema/YouTube
Per decenni è stato considerato il traguardo per eccellenza, il rifugio sicuro nella tempesta del mercato del lavoro. Ma oggi il posto fisso nel pubblico impiego sembra aver perso il suo fascino. Un tempo simbolo di stabilità e riconoscimento sociale, è ora percepito come un’alternativa poco soddisfacente, quasi un ripiego.
A mettere nero su bianco questa trasformazione è una recente indagine della Cisl Funzione Pubblica Lombardia, realizzata dal centro studi BiblioLavoro. Il dato più impressionante? L’83% dei lavoratori pubblici si dichiara insoddisfatto. Alla base del malcontento, stipendi fermi, assenza di reali possibilità di carriera, mancanza di valorizzazione e un clima lavorativo spesso percepito come poco stimolante.
Anche i più giovani si tengono alla larga: la mancanza di prospettive e l’impressione di entrare in una routine alienante scoraggiano l’ingresso nel settore. L’età media dei dipendenti


