Il parere del Consiglio superiore della magistratura votato ad ampia maggioranza: «Si creerebbe un corpo autoreferenziale, dal potere senza precedenti»
Il Consiglio superiore della magistratura ha stroncato in un parere votato ad ampia maggioranza la riforma della Giustizia del governo Meloni, in particolare per quanto riguarda la cosiddetta separazione delle carriere di magistrati e pubblici ministeri. Tale prospettiva «non trova riscontro nella giurisprudenza costituzionale» e non si comprende in che modo «possa contribuire a migliorare qualità ed efficienza della giurisdizione», si legge nel testo del parere approvato stasera dal Csm con 24 voti a favore, compresi quelli di tutti i membri togati, e un’astensione. La riforma voluta dal governo Meloni è contenuta in un disegno di legge costituzionale appena approdato


