• 29 Novembre 2021
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Il 29 novembre nasceva a Viterbo il cardinal La Fontaine

Il 29 novembre nasceva a Viterbo il cardinal La Fontaine

Pietro La Fontaine nasce a Viterbo il 29 novembre di 161 anni fa da una famiglia benestante: papà Francesco era una ex guardia svizzera dello stato pontifico che a Viterbo aveva intrapreso la professione di orologiaio; la madre apparteneva alla famiglia incaricata dell’amministrazione dei beni dei principi Doria Pamphili.

Dalla fine del 12° secolo Viterbo è una diocesi e dagli inizi del 13° è “specialiter unita” alla diocesi di Tuscania. Al tempo di Pietro quella di Viterbo e Tuscania era ancora una diocesi ma, pur non essendo “arcidiocesi” era retta da un “arcivescovo ad personam”: Giovanni Battista Paolucci (1833-1892). La circostanza che Giovanni Battista avesse avuto la nomina “ad personam” è una testimonianza della considerazione di cui godevano il prelato e la diocesi a lui affidata.

Sarà proprio Giovanni Battista Paolucci, nel dicembre 1883, a ordinare sacerdote il 23-enne Pietro La Fontaine, che sin da giovanissimo aveva rivelato una spiccata vocazione per la missione sacerdotale.

Pietro opererà per oltre 23 anni nel capoluogo della Tuscia arrivando a dirigere il Seminario Diocesano.

Agli inizi del 1906 è canonico nell’ambito del capitolo della cattedrale di Viterbo.

Una prima testimonianza della stima guadagnata a Viterbo è riconoscibile quando gli viene richiesto di convertire la cittadinanza svizzera, ereditata dal padre, in quella italiana; una condizione necessaria per ottenere il “regio exequatur”, una sorta di benestare, in vigore sin dal Medioevo, rilasciato dallo stato per poter eseguire gli atti pontifici sul territorio italiano. È altamente probabile che la richiesta sia venuta dal papa di allora, Pio X.

Così, nel 1904, inoltra la richiesta di cittadinanza italiana e nel luglio 1906 ottiene dall’allora ministro dell’interno Giovanni Giolitti la nomina a cappellano presso la struttura penale di Santa Maria in Gradi. Pietro mantiene l’incarico per pochi mesi perché nel frattempo viene nominato vescovo e destinato, a partire dal marzo 1907, a Cassano jonico (Dioecesis Cassanensis), in Calabria. Come vescovo si distingue nell’organizzazione dei soccorsi alle popolazioni colpite dal tristemente celebre “terremoto di Messina” del 28 dicembre 1908, che provocherà gravissime devastazioni anche in Calabria.

Ulteriori testimonianze della fiducia di cui Pietro La Fontaine gode in Vaticano sono le missioni di delegato apostolico affidategli, nel triennio 1907-1909, presso le “regioni ecclesiastiche” (ossia raggruppamenti di più province) Beneventana e ligure, nell’Arcidiocesi di Malta e nelle diocesi di Massa Marittima, Volterra, Gozo.

Per l’intera durata della sua missione sacerdotale cercherà sempre di armonizzare l’osservanza delle istanze della tradizione cattolica con l’impegno nel sociale, l’attenzione verso i poveri e le novità emergenti dal progresso civile.

Troverà anche il tempo per coltivare la sua passione per gli studi storici (inclusa la storia di Viterbo) e letterari e scrivere alcune opere, anche di carattere biografico.

Nell’aprile 1910 papa Pio X lo nomina segretario dell’importante “Congregazione dei riti” (Congregatio pro sacri ritibus et caeremoniis), istituita nel 1588 con lo scopo di stabilire una disciplina generale per le liturgie del culto, le cause di canonizzazione e molte altre procedure ecclesiastiche; molte delle riforme attuate da Pio X portano il contributo di Pietro. Contestualmente è nominato vescovo della diocesi di Caristo, in Grecia e vicario dell’arciprete dell’importante Basilica di San Giovanni in Laterano, ossia la Cattedrale di Roma.

Nel marzo 1915 è nominato dal nuovo papa Benedetto XV Patriarca di Venezia ed è elevato al rango di cardinale; nel 1916 è nominato “cardinale presbitero”, ossia titolare di una delle più antiche chiese di Roma.

Durante la prima guerra mondiale si distingue per numerose opere di carità verso le popolazioni più colpite dal conflitto e questo gli guadagnerà stima ed affetto generale. Un impegno che manterrà anche nel dopoguerra, sollecitando comuni e governo ad adottare politiche di contenimento di prezzi, tasse e affitti, di costruzione di alloggi e promozione dell’occupazione.

Nel 1922 partecipa al conclave che porterà all’elezione di papa Pio XI risultando uno dei cardinali più votati, mancando l’elezione per 13 voti. Pio XI gli affiderà diversi importanti incarichi, inclusa una missione a Vienna.

Muore non ancora 75-enne il 9 luglio 1935 nel seminario di Fietta, una località di Paderno del Grappa, frazione di Pieve del Grappa, in provincia di Treviso.

Dal 1960 è aperta la causa per la sua beatificazione.

Alla memoria del cardinale Pietro La Fontaine è intitolata un’importante via della Viterbo medievale.

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