• 7 Settembre 2022
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Ambiente:Groenlandia, olocene e incoscienza

Ambiente:Groenlandia, olocene e incoscienza

Chi studia il ghiaccio parla di cambiamenti sbalorditivi nell’Artico.
I libri di testo hanno sempre insegnato che le calotte glaciali rispondono su scale temporali millenarie che è esattamente il contrario di quello che vediamo oggi. Uno studio pubblicato il 29 agosto 2022 dimostra, per la prima volta, che la calotta glaciale della Groenlandia è ora così sbilanciata rispetto al clima prevalente che non può più sostenere la sua dimensione.

È irreversibilmente impegnata a ritirarsi di almeno 59.000 chilometri quadrati, un’area considerevolmente più grande della Danimarca, lo stato protettorato della stessa Groenlandia.
Anche se tutte le emissioni di gas serra cessassero oggi, scopriamo che la perdita di ghiaccio della Groenlandia, alle temperature attuali aumenterà il livello del mare globale di almeno 10,8 pollici (27,4 centimetri). È una stima altamente prudente. Se ogni anno fosse come il 2012, quando la Groenlandia subì un’ondata di caldo torrido, l’innalzamento del livello del mare triplicherebbe.

Questo presagio è inquietante, dato che queste condizioni le abbiamo già viste e non sono affatto un ipotetico scenario del futuro. In pratica lo scioglimento è 4 volte più veloce di quanto si è stimato prima. Ma come mai in Groenlandia si è arrivati a questo punto?

La calotta glaciale della Groenlandia è un enorme serbatoio ghiacciato che assomiglia a una ciotola di budino capovolta. Il ghiaccio è in costante flusso, scorrendo dall’interno –dove è spesso più di 3 chilometri– ai bordi, dove si scioglie o si staccano gli icebergs. In tutto, la calotta glaciale della Groenlandia trattiene abbastanza acqua dolce per alzare il livello globale del mare di 24 piedi (7,4 metri). Il ghiaccio terrestre della Groenlandia esiste da circa 2,6 milioni di anni (quindi chi riporta la notizia che si chiama “Terra verde” perché ci vivevano popoli in precedenza dice sciocchezze) e si è espanso e contratto con circa due dozzine di cicli di “era glaciale”, della durata di 70.000 o 100.000 anni, punteggiati da periodi interglaciali caldi di circa 10.000 anni.

Ogni era glaciale è guidata da spostamenti nell’orbita terrestre che modulano la quantità di radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre. Queste variazioni sono poi rafforzate dalla riflettività della neve (detta albedo) gas serra atmosferici e circolazione oceanica, quella che ridistribuisce il calore intorno al pianeta. Attualmente stiamo vivendo un periodo interglaciale: l’Olocene.

Negli ultimi 6.000 anni la Groenlandia, come il resto del pianeta, ha beneficiato di un clima mite e stabile con una calotta glaciale in equilibrio – fino a tempi recenti. Dal 1990, quando l’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati a causa delle emissioni di gas serra in rapido aumento, il bilancio di massa della Groenlandia è andato in rosso. Le perdite di ghiaccio dovute al maggiore scioglimento, pioggia, flusso di ghiaccio e rilasci in mare ora superano di gran lunga il guadagno netto dato dall’accumulo della neve.

Le domande critiche sono: quanto velocemente la Groenlandia sta perdendo il ghiaccio e cosa significa per il futuro innalzamento del livello del mare? La perdita di ghiaccio della Groenlandia ha contribuito a circa 0,04 pollici (1 millimetro) all’anno all’innalzamento del livello del mare globale negli ultimi dieci anni. Questa perdita netta è suddivisa tra scioglimento superficiale e processi dinamici che accelerano il flusso del ghiaccio in uscita e sono notevolmente amplificati, da riscaldamento atmosferico e oceanico.

Sebbene complesso nella sua manifestazione, il concetto è semplice: le calotte glaciali non amano il caldo o i bagni e il caldo in eccesso per lunghi periodi.
È difficile rispondere a cosa porterà il futuro.
I modelli utilizzati dall’IPCC prevedono un contributo all’innalzamento del livello del mare dalla Groenlandia di circa 4 pollici (10 centimetri) entro il 2100, con uno scenario peggiore di 6 pollici (15 centimetri). Ma quella previsione è in contrasto con ciò che gli scienziati sul campo stanno osservando dalla calotta glaciale stessa. Secondo i risultati dell’università di Tromsø, la Groenlandia perderà almeno il 3,3% del suo ghiaccio, oltre 100 trilioni di tonnellate. Si stanno osservando altri processi emergenti di cui i modelli non tengono conto e che aumenteranno la vulnerabilità della calotta glaciale.

Ad esempio: l’aumento della pioggia sta accelerando lo scioglimento della superficie e il flusso di ghiaccio. Ampi tratti della superficie del ghiaccio stanno subendo l’oscuramento del bio-albedo (batteri che scuriscono la superficie), nonché l’impatto dello scioglimento e del ricongelamento della neve in superficie. Queste superfici più scure assorbono più radiazione solare, provocando ancora più fusione. Le calde correnti oceaniche di origine subtropicale si stanno intromettendo nei fiordi della Groenlandia e stanno erodendo rapidamente i margini riducendo e destabilizzando i loro fronti di rilascio.

I laghi sovraglaciali e le reti fluviali si stanno prosciugando in fratture e mulini, portando con sé grandi quantità di calore latente. Questo riscaldamento “crio-idraulico” all’interno e alla base della calotta glaciale ammorbidisce e scongela il letto, accelerando così il flusso di ghiaccio interno fino ai margini.

La posta in gioco per l’umanità è incredibilmente alta e c’è il rischio che sia tragicamente reale per il futuro. Le conseguenze delle catastrofiche inondazioni costiere dovute all’innalzamento del livello del mare sono ancora inimmaginabili per la maggior parte del miliardo di persone che vive nelle zone costiere basse del pianeta. Questo sarebbe da condividere per la consapevolezza globale, non le sciocchezze e i contenuti di chi vuol mantenere potere e profitto.

I combustibili fossili e le emissioni devono essere ridotti ora, non poi. ORA!

Perché il tempo è poco e l’acqua sale, più velocemente del previsto.

fonte;
https://theconversation.com/arctic-is-warming-nearly-four-times-faster-than-the-rest-of-the-world-new-research-188474

foto: crop di Serena Tang su Ittoqqortoormiit (precedentemente chiamato Scoresbysund) villaggio sulla costa est della Groenlandia. Da Flickr.

Ambiente:Groenlandia, olocene e incoscienza

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