Il ruolo segreto della biocrosta nella protezione della Grande Muraglia Cinese, un tesoro storico mondiale: come natura e storia si intrecciano in questo iconico monumento
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La Grande Muraglia Cinese è una delle opere più incredibili che l’uomo abbia mai costruito. Si estende per più di 21.000 chilometri e risale a più di 2000 anni fa. È una delle sette meraviglie del mondo moderno e un Patrimonio dell’Umanità. Ma come ha fatto a resistere al tempo e agli agenti atmosferici? Forse c’è un segreto nascosto tra le sue pietre.
Uno studio recente pubblicato su Science Advances ha infatti fornito nuove prospettive. Gli scienziati hanno esaminato circa 600 km della Muraglia, concentrandosi su zone aride e secche, dove i danni atmosferici sono più significativi. Hanno scoperto che la maggior parte delle strutture in terra battuta ancora in piedi erano ricoperte di biocrosta, dominata da muschi e cianobatteri, con presenza occasionale di licheni. Dai campioni prelevati sotto la biocrosta, è emerso che queste zone erano meno porose e più resistenti al deterioramento rispetto alle aree prive di


