Gigafactory asiatiche in UE, T&E: “senza regole, nessun vantaggio”

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Transport & Environment solleva dubbi sui reali benefici dell’espansione asiatica nella produzione europea di batterie ad alta tensione per veicoli elettrici

19 Febbraio 2025 – 17:00

Transport & Environment (T&E) ha acceso i riflettori sull’espansione delle gigafactory asiatiche in Europa, sostenendo l’esistenza e il rischio di criticità legate allo sfruttamento di sussidi pubblici europei e violazioni ambientali. L’aspetto più preoccupante è che alla base delle gigafactory per la produzione di batterie ad alto voltaggio in Europa, in partenariato con Gruppi automobilistici, non c’è una concreta condivisione di competenze tecnologiche. Ecco in dettaglio lo studio di T&E.

SUSSIDI EUROPEI SENZA CONDIZIONI: UN VANTAGGIO UNILATERALE

Secondo l’indagine condotta da Carbone 4 e altri enti, le gigafactory asiatiche in Europa ricevono consistenti aiuti di Stato senza alcuna condizione ambientale o sociale imposta dalla Commissione Europea. Questo è il caso degli impianti CATL in Ungheria e LG Energy Solution in Polonia, che hanno ottenuto sovvenzioni pubbliche per un totale di almeno 900 milioni di euro. Tuttavia, non sarebbero stati definiti obblighi stringenti in termini di rispetto ambientale,

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