L’estrazione di litio, cobalto e argento quadruplica le emissioni di CO₂ in soli cinque anni. Uno studio italiano dell’Università di Brescia evidenzia che l’impoverimento dei giacimenti spinge l’attività estrattiva verso tecniche con costi ambientali insostenibili. L’unica via d’uscita è trasformare i rifiuti elettronici in vere e proprie “miniere” circolari.
6 Novembre 2025
La transizione verso fonti energetiche pulite, pur essendo fondamentale per affrontare la crisi climatica, nasconde un paradosso ambientale allarmante: l’estrazione dei metalli cruciali per batterie e pannelli fotovoltaici sta diventando progressivamente più “sporca”.
In appena cinque anni, tra il 2019 e il 2024, l’attività estrattiva di metalli come litio, argento e cobalto ha quasi quadruplicato le emissioni di CO₂. Questo aumento drammatico rischia di vanificare i benefici attesi dalla transizione energetica. A rivelarlo è uno studio italiano condotto da Elza Bontempi e Nicola Saccani dell’Università degli Studi di


