Il nuovo rapporto di Legambiente lancia l’allarme: in Italia si contano 40.590 illeciti penali nel 2024. Cemento, rifiuti e corruzione dominano la scena criminale. Fatturato illecito a 9,3 miliardi. Il Sud resta il bersaglio preferito dei clan. Urge una risposta forte e sistemica
10 Luglio 2025
tre 40mila reati ambientali in un anno. I numeri del rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente sono impressionanti: 40.590 illeciti penali nel 2024, con un balzo in avanti del 14,4% rispetto all’anno precedente. Una media di 111 reati al giorno, 4,6 ogni ora. Non si tratta solo di fredde statistiche, ma di un’aggressione sistematica al cuore naturale e culturale del Paese.
Dietro ogni cifra, una ferita al territorio. Dietro ogni illecito, l’ombra di interessi criminali, clan mafiosi e un sistema colluso che lucra sul degrado.
Cemento e rifiuti, i bancomat delle ecomafie
Il settore del cemento si conferma la miniera d’oro per le ecomafie: 13.621 reati accertati, pari al 33,6% del totale. Abusivismo, cave illegali, appalti pilotati.
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