Decessi ed effetti avversi dei vaccini: bisogna farsi le analisi prima di vaccinarsi. Il nuovo scenario aperto dal Prof. Di Bella

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Vaccini eventi avversi: la tensione non accenna a diminuire.
Dopo che anche l’Ema, ente europeo regolatore del farmaco, ha stabilito un nesso tra la somministrazione del prodotto realizzato da AstraZeneca e i gravi effetti collaterali, aumenta lo scetticismo dell’opinione pubblica. Il caos comunicativo e la scarsa trasparenza di Big Pharma e istituzioni pubbliche ha alimentato i no alle iniezioni.

Ma davvero il panico generato è giustificato dalle evidenze scientifiche? E se sì, esistono azioni di prevenzione ai rischi dalla vaccinazione? Per fare chiarezza in questo momento di confusione e incertezza, il nostro direttore Ilario Di Giovambattista ha chiesto un parere al dottor Giuseppe Di Bella. Ai nostri microfoni il prof. ha proposto di effettuare “una serie di esami, uno screening che ci consenta di ridurre, prevedere e contenere l’incidenza degli eventi avversi”. Questo il suo intervento completo.

Eventi avversi alla vaccinazione

“Facciamo riferimento a comunicazioni ufficiali governative. Gli eventi avversi sono parecchi, sono dei decessi. Quello che sarebbe opportuno, noi proponiamo con molto rispetto verso le autorità competenti, quello di fare una serie di esami, uno screening che ci consenta di ridurre, prevedere e contenere l’incidenza degli eventi avversi. Perché i principali (eventi avversi ndr.) si conoscono, sono di tipo coagulativo, di tipo iper-immune. Ci sono delle reazioni immunitarie eccessive. La proteina spike, che è presente in tutti i vaccini, è altamente immunogena e altamente iper-reattiva.
Anche i ricercatori del Nord Europa, tedeschi e norvegesi, hanno individuato il meccanismo coagulativo che simula un po’ il meccanismo che si conosce già a livello delle piastrine, quel fattore quattro dell’aggregazione piastrinica. Praticamente provoca una riduzione delle piastrine che si aggregano fra di loro e formano i trombi”.

Analisi prima di vaccinare?

“Sicuramente. Analisi nei punti di fragilità che sono i maggiori responsabili. Ovviamente dando più importanza nell’anziano, dove questi meccanismi sono più fragili. Oltre a questo bisogna vedere anche gli aspetti iper-reattivi di soggetti allergici che hanno avuto shock anafilattico e pure hanno avuto reazioni importanti. Oltre a questo l’assetto immunitario del soggetto. Nei soggetti che hanno reazioni auto-anticorpali, auto-immuni, Anche questi casi qua possono avere in un certo numeri di casi una certa incidenza ed eventi avversi.

Questi esami sono alla portata di tutti, sono prescrivibili dal medico di base e possono contenere il rischio di incidenze. Questo può semplificare e diminuire certe riserve per il vaccino, certe paure e soprattutto danni e sofferenza alla persona”.

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