Un disegno di legge sulla cybersicurezza che limita l’utilizzo di tecnologie provenienti da Israele, uno dei Paesi più avanzati al mondo in materia di cybersicurezza. Questo sarebbe stato l’epilogo del provvedimento, annunciato dal governo tre mesi fa e, adesso, in discussione alla Camera. E si sarebbe rischiata anche una crisi diplomatica tra Italia e Israele, se non fossero stati presentati quattro emendamenti per estendere ai prodotti delle aziende di Tel Aviv le premialità per l’approvvigionamento di beni e servizi informatici. Nel testo uscito dalle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, invece, una via preferenziale negli appalti era prevista solo «per le proposte o per le offerte che contemplino l’uso di tecnologie di cybersicurezza italiane o di Paesi appartenenti all’Unione europea
Ddl cybersicurezza, scongiurata la crisi con Tel Aviv: quattro emendamenti per evitare il «bando» alle aziende israeliane
Date:


