• 10 Gennaio 2022
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Curare tempestivamente il covid, oppure tachipirina e vigile attesa?

Curare tempestivamente il covid, oppure tachipirina e vigile attesa?

Cosa ci dicono la vicenda del prof. Massimo Galli e la dichiarazione del prof. Giuseppe Remuzzi?
1. Che bisogna essere onesti, questo è il requisito fondamentale.
2. Il prof. Galli ha contratto la COVID-19 in forma moderata nonostante avesse 3 dosi di vaccino.
E’ stato sottoposto alla cura con anticorpi monoclonali (come da indicazioni AIFA), opzione terapeutica per quei soggetti che, pur avendo una malattia lieve/moderata risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave di COVID-19 con conseguente aumento delle probabilità di ospedalizzazione e/o morte.
3. Nel suo caso (uomo > 65 anni con 2 o più fattori di rischio) la vaccinazione completa non lo ha posto al riparo da possibili complicanze gravi o letali e sono state necessarie cure extra (stranamente non sono stati consigliati né paracetamolo, né vigile attesa).
4. Il prof. Remuzzi (direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, H-Index 166) afferma che l’uso di antinfiammatori ai primi sintomi, è in grado di ridurre del 90% l’evoluzione verso forme gravi.
5. Il prof. Remuzzi ha detto senza mezzi termini che il paracetamolo consuma il glutatione che è un antiossidante molto potente e che proprio in questi giorni è uscito uno studio che mostra che i pazienti con COVID hanno uno stress ossidativo importante, probabilmente responsabile del danno infiammatorio polmonare (su paracetamolo, glutatione e stress ossidativo ho già scritto molto, pur non lavorando in un centro di ricerca blasonato).
Ne consegue che PARACETAMOLO e VIGILE ATTESA rappresentano un cocktail letale, esattamente il contrario di quanto affermato da Galli poche sere fa su Rete4.
6. Nel giugno 2021, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, per voce del suo direttore prof. Giuseppe Remuzzi, e il prof. Fredy Suter, primario emerito dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, mostrarono l’importanza di un intervento tempestivo alla comparsa dei primi lievi sintomi della malattia, senza attendere l’esito del tampone.
7. Da marzo 2020 molti medici, compreso lo scrivente, attraverso le evidenze cliniche e di letteratura medica disponibili, affermano che “paracetamolo e vigile attesa” sia una condotta assolutamente errata e che la COVID-19 debba essere assolutamente curata all’insorgenza dei primi sintomi.
8. Quando Galli su Rete4 ha detto “Cure domiciliari? ma quali cure… ma fatemi il piacere…” ha sostanzialmente deriso Remuzzi, Suter, il Mario Negri, le loro ricerche e tutti quei medici (tanti) che si sono e si fanno letteralmente in 4 per curare i loro pazienti con abnegazione, sacrificio e senso di responsabilità.
Questo atteggiamento da un punto di vista deontologico è inqualificabile.
Sono comunque sinceramente molto lieto che il prof. Massimo Galli sia guarito dalla COVID e sia tornato carico per combattere.
Dal Corriere della Sera di oggi:
“Remuzzi: antinfiammatori ai primi sintomi, così cala del 90% l’evoluzione verso forme gravi”.
Intervento prezioso, da parte del più qualificato ricercatore italiano (H-Index 166).
Oltre ai vaccini, le cure domiciliari precoci potrebbero essere la soluzione per ridurre al minimo le ospedalizzazioni a causa del Covid-19. Soprattutto con la variante Omicron, che presenta sintomi più lievi, Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, ai microfoni del Corriere della Sera spiega: “due lavori scientifici che derivano dal nostro gruppo di ricerca dimostrano che l’impiego di antinfiammatori non steroidei utilizzati ai primi sintomi della malattia riduce del 90% l’evoluzione verso le forme gravi e l’ospedalizzazione.
Entrambi gli studi hanno dei limiti e manca ancora la prova definitiva”.
L’esperto ha poi parlato del paracetamolo: “esso consuma il glutatione che è un antiossidante molto potente.
Proprio in questi giorni è uscito uno studio che mostra che i pazienti con Covid hanno uno stress ossidativo importante, probabilmente responsabile del danno infiammatorio polmonare, associato a deficit di glutatione e si è visto che questo deficit aumenta con l’età”.

Curare a domicilio il Covid-19 | Mario Negri

Curare tempestivamente il Covid-19 con farmaci antinfiammatori FANS riduce del 90% i ricoveri ospedalieri e il rischio di sviluppare malattia grave.

Fonte: Profilo Telegram Dott. Stefano Manera

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