La scoperta potrebbe essere di vitale importanza per la costruzione dei prossimi insediamenti umani
Nel 1594, lo scrittore britannico John Heywood, noto per le sue poesie e opere teatrali, lasciò in un suo famoso libro la prima ipotesi, in parte sopravvissuta fino ai giorni nostri: la Luna è fatta di formaggio, in particolare di formaggio svizzero, per il numero di “buchi” che ha sulla superficie. L’idea ebbe subito un notevole impatto e si diffuse a macchia d’olio in tutto il mondo, prima presso la corte inglese e poi nel resto del mondo. Ancora oggi non è difficile vedere illustrazioni in cui la Luna è rappresentata come un formaggio bucherellato. Naturalmente oggi sappiamo tutti che il nostro satellite naturale non è fatto di formaggio, ma la questione dei “buchi” è un’altra storia, e da più di mezzo secolo gli scienziati dibattono molto seriamente su una questione che potrebbe essere di vitale importanza per prossimi insediamenti umani: esiste tutta una rete di condotti sotterranei sotto la superficie lunare, lunghe caverne lunghe anche chilometri, che potrebbero servire da rifugio per futuri coloni?


