• 22 Settembre 2021
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Città della Pieve, il ristoratore: “Ho detto di no a Mario Draghi, i clienti sono tutti uguali”

Città della Pieve, il ristoratore: “Ho detto di no a Mario Draghi, i clienti sono tutti uguali”

“Tutti i miei clienti pagano, per cui tutti i clienti sono uguali. Anche se il cliente si chiama Mario Draghi”.
Orlando Ciello è un ristoratore di Città della Pieve, titolare della Locanda della Picca, e a fine agosto ha detto di no al premier Mario Draghi. A Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, il ristoratore ha infatti spiegato di aver ‘rimbalzato’ all’ingresso i Draghi. “Verso fine agosto, alle quattro di pomeriggio di un sabato mi ha chiamato il cognato di Draghi dicendomi che sarebbero venuti a cena, quella sera, in otto. E io ho pensato subito: e dove li metto…. Ci ho pensato tre millesimi di secondo e gli ho detto: mi dispiace, ma non posso. Non potevo proprio farci nulla, fossero stati in due un posto glielo avrei potuto trovare, ma in otto… Da allora non li ho più sentiti”.
Concetto ribadito anche ai microfoni del Corriere dell’Umbria. “Ero al completo, non potevo fare diversamente – spiega Ciello – Avrei scontentato qualcun altro. Tutta l’estate abbiamo avuto molto lavoro, Città della Pieve è stata presa d’assalto da molti turisti. Noi siamo nuovi, abbiamo aperto il 10 luglio. Quando il cognato del presidente mi ha chiamato quel sabato pomeriggio, ero già in overbooking, con dei tavoli che non sapevo se sarei riuscito o meno a sistemare. Per noi molto dipende dal tempo, visto che il ristorante è all’80% all’esterno. Se quella sera avesse piovuto, non avrei avuto tavoli all’interno nemmeno per coloro che avevano già prenotato.
Quando lui mi ha chiamato il sabato pomeriggio, purtroppo non potevo dirgli di sì: avrei rischiato di scontentare sia loro che qualcun altro, e piuttosto che fare brutta figura ho preferito dirgli che non avevo posto. Il presidente lo conosco, in passato ho gestito un hotel sempre a Città della Pieve ed è stato spesso mio cliente. Qui ancora non è mai venuto, ma sabato scorso c’è stato il nipote e anche il figlio Giacomo è spesso nostro ospite. Non si è arrabbiato, anzicredo abbia capito la situazione. Tutti i clienti hanno gli stessi diritti. Certo, un occhio di riguardo ce l’avrò sempre per il premier, lui sta proprio davanti al ristorante. Se avessi potuto l’avrei fatto venire, ma per non fare brutta figura ho preferito non rischiare”.
Fonte: Corriere dell’umbria.it

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