• 3 Marzo 2021
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Bambini sfruttati nel ‘900, succederà ancora?

Bambini sfruttati nel ‘900, succederà ancora?

 Oggi abbiamo tutto e ci pare di non avere niente

Oggigiorno in ogni famiglia c’è di tutto, dagli elettrodomestici alle comodità in genere.

In passato però non era così, la popolazione fine 1800, e primi 1900, era veramente marchiata dalla povertà, anzi, addirittura dalla miseria; lavoravano come bestie, mangiavano poco, vestivano con abiti smessi da altri. Le scarpe spesso venivano dalla carità del parroco della parrocchia.

E cosa da non dimenticare, iniziavano a lavorare da bambini. Eppure guardavano al futuro con fiducia. Potrebbe sembrare un assurdo eppure è così.

Mia nonna mi ha sempre raccontato storie di tanti suoi conoscenti che sono stati mandati  a lavorare che erano ancora bambini.

Alcuni ragazzini per esempio, erano accompagnati dal padre e offerti come servitori ai padroni, i quali erano proprietari  terrieri, con bestiame da guardare durante il pascolo e accudire al rientro nelle stalle. Questi li prendevano in affitto di sei mesi in sei mesi. A volte per un anno intero.

Erano gli stessi padri che garantivano la robustezza del bambino, la buona volontà nel lavoro. Lungo la strada, prima di arrivare al cospetto del “padrone” gli suggeriva: “mi raccomando, stai su con le spalle, e se lui ti stringe forte sul braccio, fingi di non sentire dolore, hai capito bene? Comportati da uomo, lo sai, abbiamo bisogno di soldi e lui ti paga”.

Comportarsi da uomo… questo bambino aveva solo sei anni, e già doveva sentire il peso delle necessità familiari.

I padroni abituati a scegliere, capivano a occhio se il “servetto” era robusto abbastanza anche per i lavori pesanti.

Al padre purtroppo, interessava soltanto che il figlio venisse preso per portare a casa qualche soldo. I bambini venivano sfruttati in un modo indecente, lavoravano dalla mattina fino a sera, e quando rientravano stanchi morti a dormire, non avevano certo un letto su cui ristorare il piccolo corpicino, li aspettava invece, un pagliericcio, dentro la stalla, e una ciotola con qualche avanzo da mangiare.

Alcuni padroni li facevano addirittura mangiare nella ciotola insieme al cane.

Ai nostri figli non facciamo mancare nulla, forse senza rendercene conto diamo loro troppo rendendoli così schiavi del consumismo, e in qualche modo siamo noi a renderli infelici, perché non si accontentano mai, vogliono sempre di più.

Inoltre, credo che aiutandoli in tutto, non li rendiamo autonomi, non comprendono cosa voglia dire guadagnare qualcosa con il sacrificio.

Questo racconto l’ho scritto in tempi non sospetti, oggi, pur sapendo che, non si vivranno MAI più, episodi così dolorosi, temo per i tanti bambini che, a causa del covid, potrebbero venire sfruttati. Molte famiglie si trovano in difficoltà economiche, non riescono a dare le giuste necessità alla propria famiglia, la mafia è un avvoltoio sempre pronto ad afferrare la sua preda. Non voglio entrare in un discorso politico, ma spero che, chi sta al governo, sappia come aiutare queste famiglie.

Spero di vedere la nostra Italia ritornare ad essere una grande nazione.

Rosanna De Marchi

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