• 20 Giugno 2022
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Balotelli e il sexy ricatto, il pm chiede il rinvio a giudizio della ragazza

Balotelli e il sexy ricatto, il pm chiede il rinvio a giudizio della ragazza

di Andrea Pasqualetto

Il fatto risale al 2017. La giovane vicentina, allora minorenne, aveva denunciato il calciatore per violenza sessuale. Ora deve rispondere di tentata estorsione. Il suo avvocato aveva chiesto 100 mila euro in cambio del silenzio. Boateng e Desmond testimoni

Due versioni dei fatti, tre procure che indagano e un grosso nome coinvolto: Mario Balotelli, il turbolento attaccante italiano spesso protagonista dentro e fuori i campi da calcio. L’ultima partita, la più lunga e delicata, lo vede confrontarsi con una ragazza di Bassano del Grappa che lo aveva denunciato per violenza sessuale nel 2017: «Sono minorenne e mi ha costretta ad avere rapporti che non volevo», scrisse la ragazza. Lui replicò con fermezza: «È stata lei a contattarmi e sedurmi, mi ha detto di avere diciott’anni e poi mi ha ricattato con il suo avvocato chiedendomi denaro in cambio del silenzio». Risultato: i due si sono denunciato a vicenda e dal singolare incrocio di accuse sembra ora spuntarla Balotelli.

«Violenza infondata»

L’ultima notizia sulla vicenda rimbalza dalla procura per i minorenni di Venezia, dove risulta che sia stato chiesto per la giovane vicentina il rinvio a giudizio con l’accusa di concorso in tentata estorsione. Per lo stesso reato è finito a processo, questo a Vicenza, il suo avvocato, il trevigiano Roberto Imparato, reo secondo gli inquirenti berici di aver ordito la trama del ricatto al calciatore. Quanto alla denuncia di lei, sulla quale ha invece indagato la procura Brescia, Balotelli era uscito di scena lo scorso anno incassando un’archiviazione: «Considerata l’infondatezza della notizia di reato», aveva scritto il giudice. Insomma, la vicenda si è ribaltata totalmente e ora sul banco degli imputati potrebbe finire l’accusatrice.
Una triste storia che, comunque finisca, non avrà un vero vincitore. Perché il quadro che emerge dalle carte processuali è davvero desolante per tutti. Basta leggere le due denunce finite agli atti per rendersene conto.

Lei: «L’ho visto e l’ho contattato»

Tutto inizia un pomeriggio d’estate in Costa Azzurra. L’anno è il 2017, la città Nizza, dove all’epoca giocava Balotelli. Il calciatore scorrazza per le strade del centro a bordo del suo bolide e la sedicenne vicentina, che si trova lì in vacanza, lo nota con un’amica. Decide di contattarlo, cosa al tempo dei social è un gioco da ragazzi. Messaggino su Instagram e aggancio riuscito, anche perché il calciatore non rimane indifferente all’avvenenza della giovanissima vicentina. «Ci siamo scambiati dei messaggi e lui mi ha chiesto di uscire». Tempo ventiquattr’ore, eccoli sulla spiaggia a chiacchierare fino a notte fonda. Si rivedono, sempre al mare, sempre di sera. «Ho bevuto whisky… non sono abituata agli alcolici, ero molto stordita e confusa». Lì scatta il primo bacio. «Più avanti lui mi ha invitata nel locale Choko, dove andava a festeggiare il gol che aveva segnato in Champions contro l’Ajax. Gli dissi che avevo un altro impegno e che sarei andata all’High Club. Lui mi ha raggiunto facendomi una sorpresa… Gli ho proposto di ballare ma lui mi ha fatto notare che alcuni stavano scattando delle foto e quindi mi ha chiesto di seguirlo in un posto più appartato. Ho accettato di andare senza capire le sue vere intenzioni… mi piaceva molto e mi sono fidata…». La ragazza racconta che lui l’avrebbe spinta ad avere un rapporto. «Non ci riusciva per il mio rifiuto, mi chiedeva di non fare la bambina… Gli ho chiesto di smetterla ma lui ha continuato. Solo dopo che gliel’ho ripetuto più volte ha smesso».

Lui: «Era disinibita»

Così, lei. Ma per Balotelli le cose sarebbero andate in un altro modo, come ha ribadito di recente al giudice di Vicenza dove si è presentato con l’avvocato Enrico Baccaro per deporre: «Quando sono andato alll’High di Nizza lei ha cominciato a fare effusioni, si strusciava… Ci siamo baciati ma poi ho visto che tutti ci stavano guardando e mi sono sentito in imbarazzo…». Sono dunque andati nel privé. «Mi sembrava molto disinibita… abbiamo avuto un rapporto…. e poi un altro sul lungomare… Lei diceva di sentire male e pertanto mi sono fermato». Spunta una telefonata, registrata dalla ragazza. «Ti dicevo di smetterla, di smetterla, di smetterla», dice lei. «Tu mi hai detto mi fa male. All’inizio ho detto va buò, gli farà male… la seconda volta gli fa male e ho detto: può resistere. E la terza volta ho visto ti faceva male e ho smesso».

«Non ti ho obbligato»

Il flirt finisce nell’agosto di quell’anno. In settembre lei riprende contatto con lui e riconosce di avergli mentito sull’età: «Una strana telefonata – spiega lui – non mi aveva mai parlato in quel modo, avevo l’impressione che ci fossero altre persone. Diceva di avere subito violenza. Ero stupito». Lui decide poi di registrarla e agli atti finiscono la loro conversazioni: «Sono una stupida per aver creduto in te… io non volevo farlo all’inizio». «Non ti ho obbligato», dice lui. E lei: «Non volevo perderti… mi hai fatto male». Lui: «Se ti ho fatto male ti chiedo scusa ma non farmi passare per quello che non sono». Succede poi che la ragazza ne parli con la madre e che entrambe informino della vicenda l’avvocato Imparato.

L’avvocato e la madre

Il quale, secondo la procura di Vicenza, tenta di estorcere a Balotelli prima 500 mila euro, poi 100, per evitare denunce e clamore mediatico (avrebbe contattato il direttore di Chi Alfonso Signorini offrendogli la notizia a 80 mila euro). Dalle indagini spunta un’intercettazione nella quale Imparato parla così: «Lo abbiamo fregato: Imparato 1 Balotelli 0. Adesso voglio due Ferrari, una gialla e una blu per te». Per gli investigatori nessun dubbio: trappolone. «Ma quale estorsione, ho solo svolto il mandato ricevuto di difendere una minorenne che con sua madre mi ha riferito e documentato di aver subito una violenza sessuale», si è difeso Imparato. Balotelli è passato al contrattacco chiedendo a sua volta 150 mila euro di risarcimento danni. A sostegno dell’accusa il calciatore ha portato anche le testimonianze degli amici calciatori presenti quelle sere d’estate: Prince Boateng e Kouassi Desmond. Che hanno confermato la sua versione: «Era lei a provocarlo». Lei che sognava una storia con lui. Conclude il magistrato: «Ammaliata dal fascino del famoso calciatore, disposta a mentire sulla propria età, lei ha assunto atteggiamenti provocanti per farsi notare, nell’ingenua speranza di avere una relazione sentimentale. Ma tutto smentisce la violenza sessuale».

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