Scoperta nel 1936, la pila di Bagdad è un vaso antico che potrebbe rappresentare una forma di tecnologia elettrochimica: un mistero che continua a stimolare gli studiosi, tra teorie e esperimenti ancora privi di certezze definitive
Nel 1936, un vaso di ceramica rinvenuto nei pressi di Bagdad ha acceso un dibattito che dura da decenni: potrebbe essere una batteria antica? Alcuni scienziati sostengono questa teoria, benché molti la considerino controversa.
Conosciuta come “Batteria di Bagdad”, questa ceramica risalente al III secolo a.C. è stata rinvenuta nel 1936 in un villaggio vicino a Ctésiphon, l’antica capitale dell’impero partico e persiano sotto i Sassanidi. La composizione del vaso, unita a un tubo di rame e una barra di ferro al centro, ricorda una sorta di dispositivo elettrochimico. Il ritrovamento ha portato a numerose ipotesi: secondo alcuni, potrebbe essere stato un dispositivo religioso o addirittura uno strumento medico antico; altri, invece, credono possa trattarsi di una vera pila galvani.
Un’ipotesi affascinante: la teoria della pila galvanica
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