Un viaggio nella bellezza dell’Ottocento, tra cosmetici al piombo, arsenico spacciato per cura miracolosa e colliri alla belladonna per uno sguardo più seducente. Un’epoca in cui apparire perfette significava accettare rischi mortali, e la moda valeva più della salute.
26 Ottobre 2025
Nel mondo contemporaneo acquistiamo cosmetici con facilità, scegliamo marchi, colori e texture. Ma la storia della bellezza non è mai stata innocua. Come sottolinea l’articolo “Dangerous beauty: hazardous chemicals and poisons in historic cosmetics”, pubblicato dal Science Museum Group, l’uso di sostanze tossiche nei trucchi ha radici antiche.
Già nell’Antico Egitto si tracciavano occhi con polveri di galena (una forma di piombo sulfuro) — in pratica: make-up + piombo = look “fichissimo”, ma anche velenoso.
E se l’ideale estetico era la pelle bianca, liscia, intonsa, dietro c’era un prezzo grosso: esposizione a metalli pesanti, veleni nascosti, cicli di trattamenti “depuranti”.
Il piombo: protagonista dell’eleganza… e del veleno silenzioso
Un esempio clamoroso è la famosa “venetian ceruse”, un cosmetico a base


