Le microimprese, che da sole sono oltre il 96 per cento del totale, possono potenzialmente accedere al 17 per cento del mercato degli appalti pubblici. E la quota che riescono ad aggiudicarsi fatica a superare il cinque per cento del suo valore. “Possibilità, dunque, che risultano moltolimitate”, sintetizza Alessio Gismondi, presidente della Cna di Viterbo e Civitavecchia. È quanto emerge da “Appalti pubblici. L’Everest delle piccole imprese”, quarta edizione dell’Osservatorio Burocrazia di Cna nazionale, presentato questa mattina a Roma in un convegno al quale sono intervenuti, tra gli altri, Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, e, naturalmente, il presidente della Confederazione, Dario Costantini. Un lavoro certosino che è frutto dell’analisi di oltre 6mila bandi che riguardano 28 città italiane, tra le quali Viterbo, e che ha un titolo tutt’altro che casuale. L’indagine esamina le procedure di gara di quattro settori: edifici scolastici, edilizia residenziale pubblica, manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, realizzazione di piste ciclabili. Nel mirino, l’adozione di pratiche differenti, la trasparenza della documentazione di gara, la digitalizzazione delle procedure
“Appalti pubblici, l’Everest delle piccole imprese” nell’Osservatorio Burocrazia di Cna anche 4 stazioni appaltanti di Viterbo
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